Perché gli oli motore di oggi sono così fuidi? Il segreto delle auto moderne

Motori
Pubblicato 27 luglio 2026

Dalla riduzione degli attriti al significato delle sigle SAE come 0W-20 e 5W-30: ecco come sono cambiati gli oli motore.

olio motore 9847

MESSAGGI IN CODICE

Per molti automobilisti la sigla riportata sulla confezione dell’olio motore è poco più di una sequenza di numeri e lettere: 5W-30, 0W-20, 10W-40. In realtà quei codici racchiudono informazioni fondamentali sulle caratteristiche del lubrificante e sul suo comportamento alle diverse temperature.

Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito a un cambiamento importante nelle indicazioni dei costruttori: mentre in passato erano molto diffusi oli più “spessi”, oggi sempre più motori richiedono prodotti a bassa viscosità, capaci di scorrere con maggiore facilità. Questa evoluzione non è casuale, ma è legata alla ricerca di maggiore efficienza, minori consumi e riduzione delle emissioni. Per capire il motivo di questa trasformazione, però, bisogna prima chiarire che cosa sia realmente la viscosità di un olio.

CHE COS’È LA VISCOSITÀ?

La viscosità indica la resistenza che un fluido oppone al proprio scorrimento. In parole semplici, misura quanto un olio sia più o meno “fluido”: un lubrificante molto viscoso scorre lentamente e tende a essere più denso, mentre un olio poco viscoso riesce a muoversi più rapidamente tra le parti meccaniche.

Un esempio semplice è il confronto tra acqua e miele: l’acqua ha una viscosità molto bassa e scorre immediatamente, mentre il miele, essendo più viscoso, si muove lentamente. Anche gli oli motore seguono lo stesso principio, sebbene il loro comportamento sia molto più complesso perché devono funzionare in condizioni estremamente variabili, passando dalle temperature sotto zero durante l’avviamento invernale fino agli oltre 100 gradi raggiunti all’interno del motore durante la marcia.

La viscosità di un lubrificante deve quindi trovare il giusto equilibrio: un olio troppo denso potrebbe non riuscire a raggiungere rapidamente tutte le parti del motore quando viene avviato a freddo, aumentando gli attriti e l’usura, mentre al contrario un olio troppo fluido potrebbe non garantire una sufficiente protezione quando il motore lavora ad alte temperature e sotto carico. Per questo motivo gli oli moderni sono multigrado, cioè progettati per mantenere caratteristiche adeguate sia alle basse sia alle alte temperature.

COSA SIGNIFICANO LE SIGLE

La classificazione più utilizzata per gli oli motore è quella definita dalla SAE (Society of Automotive Engineers). La sigla è composta generalmente da due valori separati dalla lettera W, che sta per Winter (inverno). Prendiamo come esempio un olio 5W-30:

  • il primo numero (5W) indica il comportamento dell’olio alle basse temperature;
  • il secondo numero (30) indica la viscosità quando il motore raggiunge la temperatura di esercizio.


Più basso è il primo numero, migliore sarà la capacità dell’olio di rimanere fluido con il freddo. Un 0W, per esempio, può circolare più rapidamente durante un avviamento invernale rispetto a un 10W. Il secondo numero, invece, non indica direttamente la qualità dell’olio, ma la sua viscosità a caldo. Un 40 è più viscoso di un 30 alla temperatura di esercizio, mentre un 20 è ancora più fluido.

Le principali gradazioni degli oli motore 

Sigla SAE Comportamento a freddo Viscosità a caldo Utilizzo tipico

0W-20

Ottima fluidità alle basse temperature

Molto fluido

Motori moderni progettati per ridurre consumi ed emissioni

0W-30

Ottimo avviamento a freddo

Fluido a caldo

Numerosi motori benzina e diesel recenti

5W-30

Buona fluidità in inverno

Equilibrato

Una delle gradazioni più diffuse sui motori moderni

5W-40

Buona capacità a freddo

Più viscoso a caldo

Motori con maggiori esigenze di protezione

10W-40

Meno adatto alle basse temperature

Abbastanza viscoso

Motori meno recenti o con chilometraggi elevati

15W-40

Limitata fluidità a freddo

Elevata viscosità a caldo

Motori più datati o applicazioni specifiche

 

Va ricordato che non è possibile scegliere liberamente un olio soltanto in base alla viscosità. Ogni motore viene progettato con tolleranze precise e richiede un lubrificante con determinate caratteristiche indicate dal costruttore: utilizzare un olio troppo denso o troppo fluido rispetto alle specifiche previste può compromettere il funzionamento del propulsore.

SEMPRE MENO VISCOSI

Fino a qualche decennio fa era normale trovare motori alimentati con oli come il 10W-40 o il 15W-40. Oggi, invece, molte vetture utilizzano lubrificanti come 0W-20, 0W-30 o persino 0W-16 e 0W-8. La ragione principale è una: ridurre gli attriti interni per migliorare l’efficienza del motore. All’interno di un propulsore ci sono numerosi componenti in movimento: pistoni, alberi a camme, bronzine, cuscinetti e ingranaggi devono muoversi migliaia di volte al minuto. Una parte dell’energia prodotta dalla combustione viene inevitabilmente dispersa per vincere gli attriti generati dall’olio stesso.

Un lubrificante meno viscoso oppone una minore resistenza al movimento delle parti meccaniche e questo permette al motore di lavorare con meno perdite energetiche, contribuendo a una riduzione dei consumi di carburante, anche se nell’ordine di pochi punti percentuali. Su un singolo veicolo il vantaggio può sembrare limitato, ma considerando milioni di automobili prodotte ogni anno, anche una piccola riduzione dei consumi permette ai costruttori di abbassare le emissioni medie della propria gamma e rispettare normative sempre più severe.

NON PRENDERE INIZIATIVE

L’idea che un olio più denso offra sempre una maggiore protezione appartiene soprattutto al passato. Oggi la qualità di un lubrificante non dipende soltanto dalla sua viscosità, ma anche dalla composizione chimica, dagli additivi utilizzati e dalle specifiche richieste dal costruttore. Un moderno 0W-20, per esempio, può garantire una protezione superiore rispetto a un vecchio 15W-40, perché è stato sviluppato per lavorare con materiali, tolleranze e sistemi di lubrificazione completamente diversi.

La scelta dell’olio, quindi, deve sempre seguire le indicazioni riportate nel libretto di uso e manutenzione: passare autonomamente a un prodotto più viscoso pensando di proteggere meglio il motore può avere effetti contrari, aumentando gli attriti, rallentando la circolazione dell’olio e peggiorando l’efficienza del propulsore.

SI VA VERSO OLI SEMPRE PIÙ FLUIDI

La tendenza dei costruttori è chiara: con l’evoluzione dei motori termici e delle normative sulle emissioni, la ricerca punta verso lubrificanti sempre più efficienti. Già oggi alcune case automobilistiche utilizzano oli 0W-16 e sono allo studio prodotti ancora più fluidi per motori progettati specificamente. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra riduzione degli attriti e capacità di protezione. Perché, anche se i motori moderni sono molto più efficienti rispetto al passato, il compito principale dell’olio rimane sempre lo stesso: creare una pellicola resistente tra le parti metalliche e impedire che il motore si danneggi.



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Ritratto di giocchan
27 luglio 2026 - 16:26
Il punto fondamentale degli olii moderni super-fluidi: cambiare l'olio spesso. Già "da nuovo" assomigliano molto più a acqua che a olio... dopo un po' di uso, perdono rapidamente le loro proprietà. I vari "2 anni - 30k km" sono un po' troppo ottimistici (e non a caso stanno progressivamente sparendo)... se si vuole tenere l'auto tanti anni, meglio cambiare l'olio ogni anno o 10k - 15k km al max.
Ritratto di pierfra.delsignore
27 luglio 2026 - 16:58
4
Concordo al 100% sulle auto moderne fatto sempre tagliando a 15.000, sulla storica a 10.000, poi non ci arrivo e cambio tutto ogni 2 anni, olio e filtri. Le manutenzioni a 30.000 km o addirittura 40.000 km sono una follia e parte ad esempio del problema del famigerato puretch con cinghia in bagno d'olio (esausto).
Ritratto di forfElt
27 luglio 2026 - 20:23
Se ti avessi preso un'elettrica tutti sse rogne e soldi te li risparmiavi...
Ritratto di Mx Px
27 luglio 2026 - 20:32
1
...casomai: ti fossi preso...
Ritratto di forfElt
27 luglio 2026 - 20:42
Che ti pensi che non lo sapevo...
Ritratto di pierfra.delsignore
27 luglio 2026 - 21:35
4
Le elettriche ci sono dal 2019, ho la patente dal 1992, quando ho cambiato auto tre anni fa, la differenza di prezzo era ancora troppo elevata, circa 10.000 euro, da anticipare subito, che non sono compensati dal risparmio di tagliandi, circa 6000 euro, diversamente avrei preso elettrico, sarebbe bello ogni tanto fare discussioni non ideologiche e pragmatiche come fai tu e tanti altri. Esiste una cosa che in inglese si chiama turning point ossia una differenza di prezzo, oltre il quale le due tecnologie si equivalgono e diventa poi solo una scelta personale, non ci siamo ancora ma ci arriveremo, ad esempio non ho scelto termico, nonostante un minor costo: circa 3000 - 3500 euro in meno di differenza, perché questo sarebbe stato recuperato negli anni dai minori consumi rispetto ad un benzina e minori problemi con FAP, EGR e sistema AD Blue, che avrei sicuramente incontrato con una diesel, in cui i consumi si equivalevano nei consumi con la tipologia di utilizzo che oggi faccio delle auto. Vedi che il mio piccolo caso personale, se vogliamo fare una discussione tecnica e non ideologica può servire di esempio per tanti che comprano auto nuove o come nel mio caso usate, come già ti dicevo io sono molto razionale in queste scelte, essendomene anche occupato per lavoro: 1. budget (non fai le nozze con i fichi secchi) 2. quanti km percorri in totale in un anno 3. Tipologia di chilometraggio 4. ma solo in ordine cronologico: garanzia. L'elettrico a parità di garanzie e km mi costava 10 k in più, il termico 2-3,5 k in meno, a seconda se la scelta fosse stata cambio manuale o sequenziale ed allestimento, ho scelto l'ibrido full perché per me rispondeva meglio ai quattro punti. Spero di essere stato esaustivo e che tute le volte non mi ripeterai la stessa domanda, se pensi che l'elettrico sia superiore come tecnologia per la stragrande maggioranza delle esigenze, mai detto ad esempio tutte, come mai tu non hai comprato elettrico, è lo stesso motivo per cui ad esempio non ho comprato una TV a led nel 2001, ma non mi sarei mai sognato di comprarla catodica nel 2011.
Ritratto di forfElt
27 luglio 2026 - 22:02
Dimmi quello che vuoi ma su una elettrica ti ci vedevo; presumo solo che aspirassi troppo in alto (tipo una Mod.S), con una Leaf o Zoe ci uscivi come con la full-hybrid che poi hai scelto (e ripeto poi ti risparmiavi in primi bei tagliandi...). Ad ogni modo, secondo te a fine di sto mese superiamo il 12% di quota venduto bev in ITA (ipotizzando continui il recente trend repentino 6-8-10%) ?
Ritratto di forfElt
27 luglio 2026 - 22:07
*Sto fatto di Hormutz, se ne è parlato per thread e thread, "avrà sicuramente molto sospinto" [[è stata la (a dovere derisoria verso i vetusti motori a carburante) tesi sostenuta da tanti altri commenters nelle ultime settimane, soprattutto appunto dopo il 10% del mese precedente, oltretutto avutosi a Giugno ossia lontanissimo dall'autunno scorso degli incentivi ultimi)]]
Ritratto di pierfra.delsignore
28 luglio 2026 - 09:32
4
hormutz è un mix di innalzamento dei prezzi reali e di speculazione vedi prezzo dello HVO. E' vero che noi non prendiamo il petrolio da Hortmuz in gran parte, ma se non mi arriva il petrolio, vedi India, lo cerco su altri mercati ed ovviamente ed il prezzo generale si alza.
Ritratto di pierfra.delsignore
28 luglio 2026 - 09:29
4
Aspiravo ad una S Plaid, ma poi sono realista cercavo una AWD da 600 km di autonomia, che so benissimo reali poi sono sui 530 se non ti metti a fare il matto, ma ci sono i limiti, certamente trovi altro a molto meno, ma non rispondeva alle mie esigenze, sia come garanzia che come autonomia. Per come viaggio io ritengo che 600 km di autonomia siano necessari con 300 km sarei in difficoltà, tutto qui vedo che sei molto interessato alle mie scelte personali, comunque ripeto sono scelte generali non sono informazioni riservate, spero di averti fugato ogni dubbio sulle mie scelte.

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