Invernali, estivi o quattro stagioni; sportivi o progettati per contenere al massimo i consumi; da strada o da fuoristrada. I tipi di pneumatici sono tanti, ma tutti sono accomunati da una caratteristica: il loro colore nero. La gomma, che di origine avrebbe un colore bianco latte, si presta in teoria a qualsiasi tipo di colorazione. Ma allora perché non ci sono pneumatici rossi o verdi o non si lasciano bianchi? Non si tratta di una scelta di design o di una consuetudine, ma di una precisa soluzione tecnica che ne migliora le prestazioni, la sicurezza e la durata.
Infatti nella mescola della gomma viene aggiunto il nerofumo, un additivo che può costituire fino al 30% del peso di un pneumatico ottenuto dalla combustione incompleta di idrocarburi, come derivati del petrolio. Grazie a questo additivo la struttura molecolare del polimero viene rinforzata: il nerofumo crea un legame chimico con la gomma, generando una struttura molto più robusta e stabile, capace di resistere alle enormi sollecitazioni a cui un pneumatico è sottoposto durante la marcia.
Uno dei vantaggi più significativi dell’aggiunta del nerofumo è l’aumento della resistenza all’abrasione, che si traduce in una maggiore durata del battistrada e, quindi, in una vita utile più lunga per il pneumatico. Inoltre, questo elemento svolge un ruolo cruciale nella dissipazione del calore: durante la guida, l’attrito e le continue deformazioni generano un notevole surriscaldamento della gomma, ma il nerofumo aiuta a distribuire questo calore su tutta la superficie, evitando picchi di temperatura che potrebbero compromettere l’integrità della copertura e la sicurezza. Infine, protegge la gomma dai raggi ultravioletti del sole, che altrimenti causerebbero un invecchiamento precoce del materiale, rendendolo secco e fragile.
Forse non tutti sanno che agli albori dell'automobilismo, i pneumatici non erano neri. Il loro colore era quello naturale della gomma, un bianco o un beige molto chiaro. A volte, per migliorare la resistenza, veniva aggiunto ossido di zinco, che accentuava ulteriormente la tonalità candida. La svolta avvenne nei primi anni del ‘900, quando i produttori si resero conto che l’aggiunta del nerofumo non solo scuriva il prodotto, ma ne aumentava drasticamente la longevità e l’affidabilità. Inizialmente, per ragioni di costo, questo additivo veniva utilizzato solo per il battistrada, la parte a contatto con l’asfalto, dando vita ai caratteristici pneumatici bicolore con i fianchi bianchi, oggi un dettaglio ricercato dagli appassionati di auto d’epoca. Con il tempo, i benefici del nerofumo sono diventati così evidenti da estenderne l’uso all’intera struttura, standardizzando di fatto il colore nero che conosciamo oggi.









