UN ANNO DIFFICILE - Nonostante il boom dell’e-commerce, che dovrebbe aver portato le principali società di consegne a immatricolare nuovi veicoli, e nonostante il lancio di numerosi nuovi modelli da parte di alcuni dei principali costruttori (Volkswagen Caddy, Renault Kangoo ed Express, Mercedes Citan solo per citarne alcuni, senza contare le versioni elettriche dei vari Citroën Berlingo, Opel Combo e Peugeot Partner), il mercato italiano dei veicoli commerciali (fino a 3,5 tonnellate di peso totale a terra) ha chiuso il 2021 con numeri deludenti. Secondo i dati dell’UNRAE il consuntivo dell’intero anno 2021 è pari a 184.850 unità, in calo del 2% sulle 188.635 immatricolazioni dello stesso periodo 2019, e naturalmente in crescita sostenuta sul 2020 penalizzato dal lockdown (+15,3%).
ACQUISTI RIMANDATI - Addirittura preoccupanti i numeri di dicembre 2021, che ha visto il comparto totalizzare 17.150 nuove immatricolazioni, ancora in calo sullo stesso mese del 2020 (-5,4%) e su dicembre 2019 (-14,2%). Pur se in misura minore rispetto al mercato delle autovetture, anche il settore dei van risente della crisi dei chip, che ha penalizzato le consegne e, secondo gli addetti ai lavori, continuerà a farlo anche nel primo semestre del 2022, in attesa che le Case ridisegnino la catena di approvvigionamento. A questa criticità “tecnica” che ha indotto più di un operatore del settore a prolungare di almeno un anno i contratti di noleggio a lungo termine o di leasing dei propri veicoli nella speranza di tornare a tempi di consegna prevedibili e accettabili, si aggiungono le condizioni di incertezza del mercato, che inducono a loro volta a posticipare un’uscita così onerosa come è quella necessaria ad acquistare un veicolo nuovo, specie di fronte alla scarsa chiarezza rispetto ai prossimi obblighi o divieti legati alle normative antinquinamento e alle ordinanze locali vigenti nelle grandi città.

LA POSIZIONE DELL’UNRAE - Le tendenze in atto fanno prevedere per il 2022, secondo le stime UNRAE, un livello di immatricolazioni dei veicoli commerciali vicino alle 190.000 unità, di poco superiore al livello del 2021 (+2,8%). “Ci auguriamo - ha affermato il Presidente dell’UNRAE Michele Crisci - che l’anno in corso risulti alla fine migliore di quanto si possa prevedere oggi, ma per questo è indispensabile accelerare il rinnovo del parco circolante, che presenta un’anzianità media superiore a 12 anni ed è composto ancora per oltre il 44% da veicoli ante Euro 4, ed è necessario sostenere il percorso di transizione energetica del trasporto merci. Tutto ciò è possibile - ha aggiunto Crisci - se si mette in atto una politica di medio periodo, con incentivi triennali e interventi mirati che consentano un accelerato ed efficace rinnovo del parco circolante. Per sostenere la diffusione dei veicoli commerciali elettrici, oggi sotto il 2% del mercato, è necessario anche sviluppare le infrastrutture di ricarica in tutto il territorio nazionale. Un ultimo auspicio per il 2022 - ha concluso il Presidente dell’UNRAE - riguarda la possibile proroga del credito d’imposta fino al 2024, portando l’aliquota dal 6% al 12%”.
LA STRUTTURA DEL MERCATO - L’analisi della struttura del mercato dei primi 11 mesi dell’anno (confrontata sempre con il 2019 per il poco significativo paragone con il 2020 e con dati ancora suscettibili di leggeri aggiustamenti nei prossimi due mesi, a causa dei ritardi di immatricolazione), indica una sostanziale stabilità per i privati al 21,5% di quota di mercato e per le società (+0,6%) al 43% di share. Le autoimmatricolazioni perdono 1/5 dei volumi e scendono al 5,4% del totale, al 5,2% di quota si posiziona il noleggio a breve termine, con volumi in calo del 17,9%. Tra gli utilizzatori cresce solo il noleggio a lungo termine, che arriva a sfiorare 1/4 delle immatricolazioni totali.

I TIPI DI ALIMENTAZIONE - Dal lato delle motorizzazioni, le statistiche UNRAE distinguono ancora i modelli termici dai mild-hybrid, full-hybrid e plug-in con il risultato con amplificare la perdita di consensi delle motorizzazioni tradizionali. In realtà il benzina perde il 35% delle immatricolazioni e si ferma al 3,2% di quota ma se vi si aggiungono i benzina mild-hybrid e i plug-in, si arriva al 6,2%, Stesso metodo per il diesel che cede il 6%, con una rappresentatività all’83,8% (-4,8% sul 2019), ma recupera un 3,2% grazie soprattutto ai Transit mild-hybrid. Più signigficativa la flessione dei veicoli a metano, al 2,1% di quota di mercato sia per la graduale uscita di scena dei modelli Fiat di piccolo formato sia per il raddoppio del costo di questo carburante, mentre cresce il Gpl, portandosi al 2,7% del totale. In fortissima ascesa i veicoli ibridi, al 6% delle preferenze e gli elettrici all’1,9% di quota. Le emissioni medie ponderate di CO2 dei veicoli con MTT fino a 3,5 t, calcolata con il nuovo ciclo WLTP, in gennaio-novembre scende a 193,5 g/km.

