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Noleggi e car sharing aziendali per città più vivibili

18 aprile 2016

Secondo un recente studio, la mobilità condivisa a livello aziendale potrebbe fornire una soluzione a parte degli attuali problemi legati al traffico.

Noleggi e car sharing aziendali per città più vivibili
VERSO LE "MEGA CITY" - L'offerta relativa alla mobilità urbana è oggi spesso insufficiente a coprire le necessità dei pendolari, ma le aziende potrebbero giocare un ruolo importante per migliorare la situazione. Nel report "La Smart mobility e gli italiani, Il punto sulle nuove forme di mobilità suburbana…con gli occhi del consumatore", la società di consulenza strategica e organizzativa Bain & Company Italy, attiva dal 1989, sottolinea come sia fondamentale adottare nuove misure per migliorare una situazione non rosea in fatto di mobilità, e come in questo le aziende possano influenzare la situazione, indipendentemente dalle azioni intraprese dalla pubblica amministrazione. Lo studio evidenzia che "la rete autostradale è la stessa da 15 anni, la rete del trasporto pubblico locale si è ridotta, il numero di vetture per abitanti è salito ai vertici europei. È quindi necessario identificare nuove soluzioni di mobilità che tengano conto della struttura attuale della domanda, sempre più legata al fenomeno delle mega-city". In questo quadro lo sviluppo della mobilità collettiva nelle sue varie forme viene proposto come una delle possibili soluzioni.
 
STATUS SYMBOL - L'affermazione dei supporti digitali e la sempre maggiore disponibilità di informazioni sul traffico in tempo reale permetteranno in futuro alle auto di "guidare" il conducente, aiutando a decongestionare la rete viaria. Si legge, poi, nel rapporto: "L’era digitale ha abilitato nuove forme di mobilità anche su gomma aprendo la strada alla shared mobility", la cui affermazione viene auspicata anche all'interno delle aziende. Un'indagine condotta su un campione di 1.600 pendolari di quattro province italiane, però, ha rivelato come l'auto sia ancora vista come uno status symbol, espressione di fattori positivi quali indipendenza, garanzia, flessibilità. "I mezzi di mobilità alternativa, anche se conosciuti ai più (87%), sono ancora poco usati (13%) se non dai giovani; e più della metà dei pendolari non è disposta a far ricorso a forme alternative all’auto nei prossimi 3-5 anni. Solo il 21% dei pendolari rinuncerebbe all’auto in uno scenario di aumento di costi di parcheggio. È vano quindi pensare di risolvere il problema confidando solo in cause esterne che forzino il pendolare a cambiare abitudini".
 
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NOLEGGIO E CAR SHARING - Per cambiare le tendenze attuali e ripensare la mobilità urbana in chiave più "intelligente", lo studio sottolinea la necessità di impulsi provenienti da soggetti privati che si affianchino alle iniziative pubbliche. Un ruolo molto importante può essere giocato dalle società di noleggio, che "devono vincere la sfida dello sviluppo di prodotti per i privati, di accordi con gli enti comunali, di soluzioni di mezzo tra il car sharing, non sempre adatto ai pendolari, ed il noleggio a breve, spesso troppo caro". Serve al riguardo lo sviluppo di accordi con gli enti locali per un'offerta di veicoli a zero emissioni alle aziende pubbliche e private, ma anche lo sviluppo di applicazioni per smartphone che facilitino la prenotazione dei veicoli in car sharing e il ripensamento dei punti di noleggio in "centri di mobilità disegnati sulle nuove esigenze dei clienti. E quindi non solo noleggio di auto, ma anche di veicoli commerciali, di scooter, di biciclette". Infine, secondo gli analisti è auspicabile lo sviluppo di una mobilità condivisa che tenga presenti le esigenze dei pendolari, oggi non soddisfate dai car sharing classici.
 
FLESSIBILITÀ AZIENDALE - Per quello che riguarda le aziende, invece, lo studio indica nella "flessibilità" degli orari di lavoro una delle soluzioni possibili. Al riguardo viene citata un’indagine Eurofund 2013 secondo cui il 56% delle realtà europee propone orari di ingresso e di uscita flessibili a buona parte dei dipendenti, con una tendenza che è in crescita (l’Italia si posiziona ancora a mezza classifica). Se, infatti, "tutti vanno nello stesso posto alla stessa ora, non c’è soluzione digitale che tenga". Insieme alla flessibilità degli orari, gli analisti suggeriscono l'introduzione di incentivi affinché le aziende creino un piano di mobilità dei propri dipendenti da far gestire ai mobility manager, professionisti in grado di pianificare sia orari e modalità di lavoro flessibili sia di creare soluzioni di mobilità condivisa per i dipendenti.


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Ritratto di Lo Stregone
19 aprile 2016 - 09:59
Andiamo verso le "mega city"?. Beato chi riesce a permettersi di stare lontano da questi agglomerati urbani, ed essere autosufficiente.