Il 23 ottobre 1981 usciva dalle linee della Sevel di Atessa il primo Ducato, il furgone che avrebbe cambiato per sempre il segmento dei veicoli commerciali leggeri in Europa. Da allora sono state prodotte oltre 3,5 milioni di unità in sei generazioni, che hanno accompagnato professionisti, artigiani, piccole imprese e grandi flotte in tutto il continente, oltre a fare di Ducato la base preferita dai costruttori di camper. Una storia lunga 45 anni che ripercorriamo generazione dopo generazione.

Il Ducato debutta con soluzioni già avanzate per l'epoca. Possiamo infatti citare il motore anteriore trasversale e la trazione e il serbatoio riuniti in un unico modulo con la cabina. La gamma comprende due altezze del tetto e le varianti furgone, Combi, Bus e autocarro, con due passi (2.923 e 3.653 mm) per una volumetria fino a 9,8 metri cubi e un peso complessivo ammesso fino a 28 quintali.
Il Ducato era assemblato ad Atessa insieme alle versioni gemelle proposte con gli altri marchi quali l'Alfa Romeo AR6, il Citroën C25, il Peugeot J5 e il Talbot Express. Un numero di unità è stato assemblato anche dallo Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d'Arco (NA), nell'area industriale ex Apomi, che poi è diventata Arveco.
Il Ducato porta al debutto la trazione integrale e taglia un primo traguardo: il primo ottobre 1991 esce dalla catena di montaggio l'esemplare numero 500.000. La potenza del motore turbodiesel da 2,5 litri venne portata a 95 CV. Nello stesso periodo debuttò il Fiat Ducato Elettra, prima versione del modello dotata di una propulsione interamente elettrica. La gamma si ampliò inoltre con l’introduzione di un terzo passo, lungo 3.200 millimetri.

Nel 1994 debuttò la nuova generazione del Fiat Ducato, caratterizzata da una carrozzeria più aerodinamica, con un coefficiente di resistenza all’aria (Cx) ridotto a 0,35. L’innovazione più significativa riguardava però la cabina, riprogettata per rendere più semplice e produttivo il lavoro quotidiano.
Per la prima volta nel settore, la leva del cambio venne collocata sulla consolle centrale. Questa soluzione liberava la parte centrale del pavimento, facilitando gli spostamenti all’interno dell’abitacolo, l’accesso da entrambe le porte e il passaggio diretto dalla cabina al vano di carico. Il nuovo Ducato offriva così una migliore ergonomia e una maggiore praticità. Le sue innovazioni furono riconosciute dalla stampa specializzata, che gli assegnò il titolo di “International Van of the Year 1994”.

La seconda generazione, subì unb restyling nel 2002, compiendo un ulteriore passo avanti sul fronte del comfort. La posizione di guida poteva essere adattata con maggiore precisione grazie al sedile regolabile in altezza e al volante a tre razze, anch’esso regolabile. La cabina disponeva inoltre di numerosi vani portaoggetti e di soluzioni pensate per trasformarla in un piccolo ambiente di lavoro mobile.
Le novità più importanti interessarono però i motori. La gamma diesel adottò unità JTD con iniezione diretta common rail, tecnologia che migliorava l’erogazione della potenza e contribuiva a ridurre consumi, vibrazioni e rumorosità. Accanto ai turbodiesel vennero proposte anche alimentazioni alternative: alla versione Bipower a benzina e metano si aggiunse la Gpower a benzina e Gpl. Il Ducato rafforzò così la propria posizione nel mercato europeo dei veicoli commerciali a basso impatto ambientale.

Nel 2006 entrò in scena la terza generazione, identificata dalla sigla X250. La gamma divenne ancora più ampia e flessibile, con numerose combinazioni di lunghezze, altezze, passi e portate. Il vano di carico poteva raggiungere una capacità di 17 metri cubi, un valore particolarmente elevato per un grande furgone a trazione anteriore.
Il nuovo modello offriva una massa complessiva fino a 4 tonnellate e una portata utile prossima ai 2.000 kg. La gamma dei motori comprendeva unità turbodiesel Multijet common rail, abbinate a cambi manuali a cinque o sei marce. Particolare attenzione venne riservata anche al comfort acustico, alla sicurezza e alla riduzione dei costi di esercizio.
Con questa generazione il Ducato consolidò inoltre il proprio legame con il settore dei camper. Il progetto prevedeva infatti caratteristiche specifiche per facilitare il lavoro degli allestitori, secondo la filosofia “Born to be a Motorhome”.

Nel 2014 debutta la quinta generazione del Ducato, evoluzione della precedente piattaforma ma profondamente aggiornata nel design, negli interni e nella tecnologia. La struttura venne irrobustita per sopportare impieghi più gravosi, mantenendo al tempo stesso un’elevata capacità di carico.
Nelle configurazioni più robuste, il Ducato poteva raggiungere una massa complessiva di 4,25 tonnellate, un carico massimo di 2,5 tonnellate sull’asse posteriore e una portata utile fino a 2,1 tonnellate nelle versioni furgonate. La gamma comprendeva van con volumi da 8 a 17 metri cubi e numerose configurazioni di lunghezza, altezza e passo.
I motori diesel adottavano la tecnologia Multijet II, con consumi ed emissioni ridotti rispetto alla generazione precedente. Migliora anche la sicurezza: il controllo elettronico della stabilità era integrato con dispositivi capaci di limitare il rischio di ribaltamento e di adattare il proprio intervento in base al carico. Erano inoltre disponibili sistemi come il controllo della pressione degli pneumatici, il riconoscimento dei segnali stradali e l’avviso di superamento involontario della corsia.
Nel 2021 viene introdotto il Fiat E-Ducato, con motore elettrico da 90 kW (122 CV) con una coppia massima di 280 Nm e velocità massima autolimitata a 100 km/h per preservare l'autonomia e l'efficienza della batteria. Due i tagli disponibili 47 kWh con 170 km di autonomia nel ciclo misto WLTP (e oltre 230 km nel ciclo urbano). Oppure da 79 kWh con autonomia fino a 280 km nel ciclo misto WLTP (e oltre 360-370 km nel ciclo urbano).

ll restyling 2024 del Fiat Ducato rinnova l'estetica, la tecnologia e l'efficienza. Esternamente debutta un frontale ridisegnato con nuova griglia in tinta carrozzeria, paraurti aggiornati, specchietti più aerodinamici e nuovo logo Fiat. All'interno la plancia è stata rivista insieme al volante, introducendo il quadro digitale da 7" e l'infotainment touch fino a 10", con più vani portaoggetti.
Sul piano meccanico spicca l'inedito cambio automatico AT8 a 8 rapporti per i motori 2.2 Multijet, che riduce consumi ed emissioni fino al 10%. La dotazione di sicurezza aumenta con ADAS di serie più completi (frenata d'emergenza, mantenimento corsia e rilevamento stanchezza). Cresce anche la variante elettrica E-Ducato, ora con batteria da 110 kWh.
