La versione a metano della Opel Zafira Tourer conserva i sette posti e, grazie al suo 1.6 turbo, su strada non è affatto “seduta”. Poche le rinunce: il serbatoio della benzina contiene appena 14 litri e l’auto è proposta in un solo allestimento.
In prevendita da giugno, la nuova Audi A3 è più leggera e promette consumi più bassi del modello che rimpiazza. Ancora più curate le finiture, mentre l’abitabilità posteriore rimane limitata.
La BMW 640i Gran Coupé ha una linea sinuosa, ma gli ingombri sono da ammiraglia. Come pure il comfort e le finiture dell’abitacolo. Il 3.0 turbo a benzina da 320 CV è ben dimensionato. Ma la maneggevolezza non è il massimo.
Abbiamo guidato in anteprima la versione europea della Hyundai Veloster Turbo (arriverà a fine anno). Con i suoi 186 cavalli, fa divertire: il 1.6 a iniezione diretta di benzina ha una spinta progressiva, ma non brutale, che si fa sentire fin dai bassi regimi.
È molto piacevole da guidare, questa suv firmata Mazda: ha 175 grintosi cavalli e un cambio automatico che è un fulmine. Ben dotata e spaziosa, la CX-5 ha tuttavia degli interni fin troppo tradizionali.
La Mercedes SL 63 AMG offre un abitacolo confortevole, ben rifinito e lussuoso. Ha un V8 biturbo da 537 CV che romba come un tuono e, all'occorrenza, può scaricare 537 cavalli e la bellezza di 800 Nm di coppia sulle ruote posteriori. È a suo agio in autostrada e sulle lunghe distanze, ma non proprio agilissima.
Monovolume davvero low cost, la Dacia Lodgy ha un bagagliaio enorme, è comoda per cinque e, volendo, anche per sette. Il suo 1.5 a gasolio spinge bene, ma lo sterzo ha un comportamento criticabile nella manovre d’emergenza, e l’Esp si paga parte.
La prima suv compatta della Citroën si chiama C4 Aircross: convince per il comportamento stradale e per l’abitabilità, ma non è fra le auto più silenziose.
Davvero spaziosa e curata negli interni, la nuova Kia Cee’d rappresenta un bel passo avanti rispetto all’attuale generazione. Poco sensibile lo sterzo, mentre non delude il primo cambio robotizzato a doppia frizione della casa coreana.
Trenta chilogrammi in meno e ventinove cavalli in più: così la Ferrari California guadagna in grinta (se mai ce ne fosse stato bisogno…). E con il pacchetto HS (optional) in curva è ancora più agile.
La Citroën C1, con il nuovo allestimento dedicato alla nota emittente radiofonica, strizza ancora di più l’occhio ai giovani (ha un buon impianto audio) ma rimangono i difetti di sempre: finiture economiche e baule piccolo. Bene il motore, parsimonioso e piuttosto potente.
La nuova versione ibrida della Mercedes Classe E promette consumi da utilitaria, grazie a un motore elettrico da 27 cavalli che dà una mano al 2.1 turbodiesel da 204, quello della 250 CDI. Rispetto alla quale, però, fa spendere ben 3.449 euro in più.
Il leggero aggiornamento ha affilato il frontale della Seat Ibiza, facile (e appagante) da guidare nella grintosa versione coupé col 1.4 turbo a benzina da 150 CV e il cambio DSG. Restano, però, i problemi di sempre: per esempio, alcuni comandi sono scomodi.
Aggiornata in pochi dettagli della carrozzeria, adesso la berlina francese si può ordinare anche con un nuovo 1.2 turbo che spinge forte anche oltre i 5000 giri: disponibile solo per gli allestimenti più ricchi, non fa rimpiangere le prestazioni del 1.6 aspirato e promette di consumare meno.
Arriva la versione a cinque porte della citycar tedesca. Spazio abbondante e piccole dimensioni non cambiano, ma si guadagna in praticità. L’abbiamo guidata con il nuovo, e pigro, 1.0 a benzina e a metano da 68 cavalli, che si affianca a quello solo a benzina. Rigide le sospensioni.
La grande e raffinata spider Mercedes ha un otto cilindri che è una cannonata, e offre una comodità da berlina di lusso. Facilissima da guidare, non è però davvero sportiva: molto morbide le sospensioni e non proprio veloce il cambio.
La piccola Renault Twizy, due posti e quattro ruote, è agile e vispa nel traffico. Viaggia silenziosa senza emettere CO2, grazie al suo motore elettrico da 17 CV. Ha la carrozzeria ed è più sicura di una moto, ma non ripara dall'aria e dal freddo. E le sono precluse le tangenziali.
Motore vivace, sterzo pronto, peso contenuto e un bell'assetto rendono la Peugeot 208 divertente da guidare. Peccato che la leva delle marce sia un po' troppo ruvida negli innesti.
Grazie anche al generoso motore a sei cilindri boxer disposto in posizione posteriore centrale, la nuova roadster tedesca offre qualità di guida sopraffine. Il prezzo è interessante, ma attenzione: se ci si lascia allettare dai numerosi e intriganti optional tecnici, il conto finale lievita parecchio.