Originale, comoda e accogliente, in questa versione a trazione anteriore con 224 CV la Toyota C-HR+ regala una guida vivace. Migliorabili il cruscotto e la visibilità posteriore.
La crossoverina elettrica Volkswagen ID.Cross, di cui abbiamo guidato un esemplare preserie, è ampia, pratica e pure scattante. Notevole il comfort, tanto che in certi casi le sospensioni paiono troppo soffici.
L’agile e pratica crossover Renault Captur adotta un più potente sistema full hybrid, che migliora parecchio lo scatto. Bene nel complesso la guida e valido il sistema multimediale, ma solo portando in avanti il divano si ottiene un buon baule. E dentro c’è qualche lieve mancanza.
Con 156 CV, la moderna e spaziosa suv Dacia Duster 1.8 Hybrid promette prestazioni migliori e consumi ancora più bassi rispetto alla vecchia versione col 1.6 da 141 CV. Fastidiosi i fruscii oltre i 100 all’ora.
La nuova Mazda CX-5, per ora solo 2.5 mild hybrid, è una suv media spaziosa, ben rifinita e ricca di accessori. Molto comoda, non spicca per il brio, ma tra le curve è precisa.
La raffinata e sportiveggiante suv elettrica Lexus RZ è stata aggiornata. Il nuovo sterzo “elettronico” è una chicca che dà indubbi vantaggi e i 408 CV spingono forte. L’auto è anche silenziosa, ma il baule non è enorme e le ricariche non sono rapide.
La suv 4x4 Audi Q5 plug-in si guida bene, è comoda e scatta con grande prontezza. L’infotainment è raffinato ma richiede abitudine; il baule non è grande e l’auto non si ricarica alle colonnine “veloci”.
L’agile Fiat 600 nella versione mild hybrid a benzina più potente ha 145 CV: è scattante, oltre che pratica e confortevole. Generoso l’allestimento dedicato alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026; un po' troppe le plastiche rigide nell'abitacolo.
La Porsche Macan GTS è la versione più sportiva della suv elettrica tedesca. Assai scattante, è anche molto facile da guidare ad andature tranquille. Ma per completare la dotazione si spende parecchio e la modalità di recupero dell’energia one-pedal non è prevista.
A trazione integrale, spaziosa e con comandi semplici, la grande suv ibrida plug-in Mitsubishi Outlander è pratica. La ricarica della batteria, però, non segue gli standard europei.
L’Omoda 7 è una crossover plug-in cinese che promette oltre 90 km in elettrico. Scattante e ben equipaggiata e insonorizzata, non convince per il baule e i troppi comandi nel display (che può perfino scorrere).
Con 598 CV, questa suv elettrica a trazione integrale scatta come un “razzo” ma non è una sportiva e si apprezza più per il comfort, oltre che per il prezzo. Carente, però, la connessione con i telefoni.
La Kia EV5 è una suv elettrica spaziosa, tecnologica e ricca di soluzioni intelligenti per migliorare il comfort e la praticità. Vispa e sicura, ha uno sterzo leggero in manovra ma non molto preciso.
La suv romena abbina per la prima volta il 1.2 ibrido leggero a benzina con l’impianto a gas, la trazione integrale e il cambio automatico: pratica nel traffico ed efficace sui fondi difficili, promette una bassa spesa per il carburante.
La BMW iX3 è una suv elettrica che inaugura il nuovo stile della casa. Ricca di sofisticati aiuti alla guida e molto scattante, è ben rifinita. Complicati da usare, però, i numerosi menù nello schermo centrale.
La Alpine A390 GT è un’elettrica a cinque porte da 400 cavalli che abbina comfort e valide doti di guida. Dentro, visto il prezzo, si meritava una maggiore personalizzazione.
La Tesla Model Y Standard è la meno cara della gamma: è anche la meno ricca, ma la dotazione è comunque completa. Anche l’autonomia ufficiale si riduce, ma resta superiore ai 500 km. Brillante e agile tra le curve, non brilla per morbidezza sulle sconnessioni.
La crossover compatta si rinnova con lo stile delle “sorelle” maggiori, sia dentro sia fuori: la Kia Stonic ora è molto più moderna e raffinata. Vivace il 1.0 ibrido, buono il comfort, così così il bagagliaio.
La crossover Volkswagen T-Roc è tutta nuova. Più grande e con un bagagliaio più ampio, diventa mild hybrid a benzina; il 1.5 turbo è vispo e ha un bel rombo. Peccato che i comandi siano quasi tutti “touch”.