DIECI ANNI - Per la maggioranza dei gestori italiani di grandi flotte passeranno almeno due lustri prima che le auto elettriche sostituiscano nelle aziende quelle a benzina o a gasolio, e persino le ibride: lo sostiene l'indagine svolta dall'Osservatorio Top Thousand, che riunisce alcuni fra i più importanti operatori del settore. L'analisi, che ha preso in considerazione le opinioni dei professionisti di 60 grandi aziende (che gestiscono, nel complesso, 52.000 veicoli), ha rivelato che il 57% di loro ritiene che, nonostante tutto, alla lunga le elettriche prenderanno il posto dei veicoli ad alimentazione tradizionale nei parchi aziendali. L'altro 43% degli intervistati ipotizza, invece, che in futuro i diversi tipi di alimentazione si divideranno il mercato, con i motori a benzina e diesel in proporzione minore rispetto alle ibride plug-in e alle elettriche pure. Per il 30% dei manager, poi, le EV saranno destinate a un ruolo centrale nella mobilità delle grandi aree urbane, mentre per il 25% ciò avverrà solo nel lungo periodo.
NON PIACCIONO AI DIPENDENTI - Oggi le aziende sono tra i principali acquirenti di vetture elettriche nel nostro Paese, un mercato dai numeri decisamente bassi (nel 2016 hanno contato per lo 0,1% del totale immatricolato). Lo studio appena pubblicato da Top Thousand (seconda parte della ricerca ''Le flotte aziendali verso una svolta elettrica ancora lontana'', i risultati della prima sono stati diffusi lo scorso ottobre) evidenzia come la difficoltà di affermazione delle auto EV tra flotte e professionisti siano dovute principalmente alla scarsa autonomia offerta dalle batterie e alla bassa diffusione delle colonnine di ricarica. Per questi motivi non sono ben viste oggi da chi gestisce i grandi parchi auto. Per le stesse ragioni, i dipendenti di tali realtà non appaiono particolarmente attratti dal ricevere un'auto elettrica come fringe benefit: troppe le difficoltà di utilizzo nel tempo libero, nei fine settimana, nei periodi di ferie. Per Riccardo Vitelli, presidente di Top Thousand, il risultato dello studio “conferma le potenzialità insite nelle soluzioni elettriche e le connaturate difficoltà che oggi vanno superate per riuscire a cogliere pienamente questa sfida tecnologica, ambientale ed economica".
ANTIECONOMICHE - Non solo fastidi ma anche costi: il 72% dei fleet manager intervistati ritiene al momento come anti-economica l'ipotesi di destinare veicoli elettrici in assegnazione esclusiva a dipendenti, piuttosto che metterli a disposizione in modalità condivisa, opzione oggi preferita dai più. Il 4% di loro ne considera l'utilizzo esclusivamente come uno strumento di marketing. Alla luce di queste premesse, non stupisce che il 52% del campione ritenga che per vedere svolgere alle elettriche un ruolo centrale nella mobilità aziendale bisognerà prima attendere che il prodotto si evolva significativamente. Il 24% valuta come indispensabile che si sviluppino e standardizzino le infrastrutture. Un altro 24% reputa determinante per il loro avvento che siano varate normative favorevoli a livello fiscale. Infine, secondo gli operatori del settore, un elemento di spinta potrebbe arrivare dalla politica, con provvedimenti di limitazione alla circolazione per le auto con motori a combustione interna.










