La lussuosa coupé Maserati GranTurismo si rinnova e la più potente Trofeo a 6 cilindri guadagna 40 CV, toccando 590 CV. Nella guida entusiasma ed è anche comoda. Non sempre svelto il cambio. Qui per saperne di più.
La 296 GTB è la prima Ferrari stradale con motore V6 ed è anche un’ibrida plug-in. Più della spinta poderosa degli 830 CV stupisce la “voce” del motore e l’agilità è un altro dei suoi punti di forza. Convincono invece meno i troppi comandi a sfioramento. Qui per saperne di più.
È la versione più estrema della supercar ibrida plug-in made in Maranello. Come la “base”, ha 1000 cavalli, ma è più leggera, meno insonorizzata e ha un’aerodinamica ancora più spinta per regalare emozioni più intense (a discapito del comfort). Qui per saperne di più.
La riedizione della coupé sportiva BMW M4 ha un 3.0 biturbo a sei cilindri da 510 CV e una sofisticata gestione elettronica per affinare il setup dell’auto. Non tutto, però, è di serie. Qui per saperne di più.
La nuova Maserati MC20 conquista fin dai primi metri, ma è in circuito si apprezza a fondo. Peccato che al prezzo elevato, vadano aggiunti parecchi euro per optional quasi irrinunciabili. Qui per saperne di più.
La nuova edizione della BMW Serie 4 Coupé è più vistosa e, soprattutto con il 6 cilindri da 374 CV, si conferma una veloce e confortevole gran turismo. Migliorabile la strumentazione. Qui per saperne di più.
Motore anteriore centrale e linee eleganti: la Ferrari Roma è una gran turismo che sa essere docile. Ma i 620 cavalli del V8 e una fine messa a punto garantiscono anche forti emozioni, e una guida che appaga gli intenditori. Peccato per il suono non sempre coinvolgente (ma c’è un perché...). Qui per saperne di più.
La SF90 Stradale è la Ferrari targata più potente di sempre: ha 1000 CV, un V8 biturbo e tre motori elettrici coordinati da un potente “cervello elettronico”, capace di farla correre fino a 340 km/h. O di farvi viaggiare per 25 km a emissioni zero. Qui per saperne di più.
Ha un sei cilindri sovralimentato davvero potente, ma per sfruttarlo a fondo sono necessari “manico” ed esperienza, anche perché la stabilità del retrotreno sul veloce non è sempre impeccabile.
La nuova Alpine A110 guizza fra le curve del Nürburgring come un furetto, ma non è così a proprio agio sui curvoni veloci e non ha tanta coppia ai bassi giri. Qui per saperne di più.
In pista al Nürburgring la coupé tedesca ha messo sul piatto qualità dinamiche sorprendenti, freni esuberanti e, soprattutto, la coppia, vigorosa e ben distribuita, del suo 2.5 boxer a quattro cilindri.