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Auto ibride: breve guida per saperne di più

Pubblicato 13 luglio 2020

Micro, mild, full, plug-in: i motori ibridi sono di tanti tipi diversi e possiamo dire che ormai ce n’è uno per ogni esigenza.

Auto ibride: breve guida per saperne di più

PER TUTTE LE ESIGENZE - Ognuna di queste tipologie ha i suoi vantaggi, i suoi punti deboli, i suoi costi e una diverso impegno per l’industrializzazione.

I MOTORI MILD HYBRID - Partiamo dagli ibridi mild, più semplici da realizzare anche perché possono essere integrati in impianti a 12 volt, nel qual caso si chiamano micro hybrid. Si tratta di sostituire il classico alternatore con un piccolo motore elettrico in grado di funzionare anche come generatore. Un esempio sono le Panda e 500 Hybrid di recente presentazione che usano speciali alternatori che funzionano anche come motori elettrici: quelli dalle citycar Fiat erogano fino a 3,5 kilowatt, che su corpi vettura compatti e leggeri si fanno sentire. Questo aiuto permette di premere meno sull'acceleratore e aumenta la piacevolezza di guida. Il motore elettrico ricarica una piccola batteria al litio - la cui energia sarà impiegata successivamente - in frenata e rilascio e avvia silenziosamente il motore.

L’aggravio di peso è contenuto - la batteria è piccola e l’assenza del motorino d’avviamento toglie peso - e le modifiche necessarie sono limitate. Nelle piccole Fiat, per esempio, la batteria da 0,13 kWh è sistemata sotto il sedile del guidatore e la sua tensione di 12 volt rende minime le modifiche all’impianto elettrico. Questa tipologia non permette di muoversi in full-electric per la potenza limitata e perché sarebbe insensato trascinare il motore a scoppio e tutta la trasmissione. Questo limite vale anche per le configurazioni da 48 volt e oltre, che hanno comunque il vantaggio di dare un boost maggiore (il motore elettrico può erogare anche più di 10 kW) ed usare eventualmente per un compressore elettrico per la sovralimentazione. Un esempio di questa tipologia è la Ford Puma Hybrid, che è l’ibrida più venduta in Italia nel 2020. Questa configurazione si chiama MHEV (Mild Hybrid Electric Vehicle o ibrido mild) e può avere varie declinazioni: la Honda, per esempio, ha usato una macchina elettrica posizionata direttamente sull’albero motore lato trasmissione.

I MOTORI FULL HYBRID - Quando il motore elettrico (che può agire sia da motore sia da generatore) è abbastanza potente da muovere il veicolo entriamo nel regno delle FHEV (Full Hybrid Electric Vehicle). Le batterie sono più capaci che nelle mild hybrid e il veicolo può percorrere qualche km a bassa velocità in modalità elettrica, a emissioni locali zero. La spinta elettrica deriva da motori-generatori che erogano diverse decine di kW. Anche le batterie sono più potenti e si spingono a 300 volt, necessari per avere pack che contengono qualche kWh di energia. Le full hybrid sono più complesse rispetto a micro e mild e adottano powertrain sviluppati specificatamente: pensiamo ai sistemi Toyota, classici del settore, e al recente Renault E-Tech della Clio Hybrid. 

I MOTORI IBRIDI PLUG-IN - Le ibride plug-in inseriscono un’altra possibilità oltre a a quelle consentite dalle micro, mild e full hybrid: la ricarica dalla rete elettrica. Queste vetture hanno almeno un motore elettrico piuttosto potente (anche 100 kW) e batterie da circa 10 kWh che lavorano a 300-400 volt. In questo modo si possono superare i 100 km/h e avere autonomia in solo elettrico di più di 50 km. Queste automobili permettono, sapendoci fare con l’acceleratore, di passare un’ora e più nel traffico urbano senza accendere il motore a scoppio. La configurazione PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) si presta bene all’implementazione della trazione integrale: uno degli assali - tipicamente il posteriore - è mosso da un secondo motore elettrico che offre il 4x4 senza albero di trasmissione.

Le ibride plug-in sono piuttosto complicate e pesanti perché una batteria al Litio da 10-12 kWh e un motore elettrico potente ha una massa non trascurabile: la Peugeot 3008 a gasolio con il cambio EAT8 pesa 1.480 kg mentre la plug-in con la stessa trasmissione a 8 marce arriva a 1.760 per la versione a per la trazione anteriore e a 1.840 kg per quella integrale. Le PHEV sono complesse da ingegnerizzare: le Jeep Renegade e Compass plug-in hanno lamierati del pianale differenti dalle versioni con il solo motore termico.

LE AGEVOLAZIONI - Le ibride in generale, comprese quindi le micro, costano di più rispetto alle automobili convenzionali ma godono di diverse agevolazioni. Pensiamo a ecobonus, sconti e accesso alle zone a traffico limitato; prima di considerarli occorre però informarsi bene perché i vari enti locali hanno promozioni e regole diverse. Alcune versioni ibride di automobili grosse e potenti riescono poi a non pagare la sovrattassa proprio perché le loro emissioni (nel ciclo WLTP) scendono sotto la soglia che la fa scattare.



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Ritratto di Check_mate
13 luglio 2020 - 21:27
Ad oggi il miglior compromesso per chi è curioso del mondo dell'elettrico ma ha l'ansia da ricarica. Ovviamente non parlo delle mild hybrid, che francamente non apprezzo molto anche se i benefici, seppur minimi, ci sono. Ma le plug in, in tutta franchezza, riescono ad essere la giusta via di mezzo per l'epoca in cui viviamo. Almeno fino a quando non sarà chiara le destinazione dell'elettrico e non saranno chiare (almeno qui in italia) le politiche a riguardo. Per ora vedo un po' di incentivi, poche colonnine e pochi fatti. La pecca come sostengono in molti è il dover fare i conti con la probabilità di guasto che non deriva solo dell'elettrico o dall'endotermico ma da entrambi. Per carità, non da sottovalutare. Ma gli standard produttivi ormai sono mediamente buoni, anche se i conti con la sfortuna bisogna farli, specie su certe spese.
Ritratto di Whitesuv
13 luglio 2020 - 23:13
Una collega con una full-hybrid è rimasta traumatizzata. Mentre viaggiava su una strada trafficatissima si è spento tutto e si sono disattivati tutti i servizi... E' rimasta traumatizzata, tanto che per lungo tempo non si è più messa alla guida dell'ibrida. La concessionaria non ci ha capito nulla ed ha dovuto mandare la macchina alla sede principale (credo al nord). La collega ancora oggi stigmatizza questa sua disavventura...
Ritratto di rezlo
15 luglio 2020 - 15:50
le full hybrid hanno praticamente bisogno di manutenzione zero, mi spiace per l'esperienza della tua collega ma chissà perchè è successo tutto, io e tutti quelli che conosco sulle nostre full hybrid mai mezzo problema in tanti anni e senza mai dover fare nessun tipo di manutenzione ad esclusione di quelle standard (che sappiamo tutti quando "reali" siano...)
Ritratto di AndyCapitan
16 luglio 2020 - 00:45
....sicuramente un grosso problema di elettronica....si affidano sempre piu' a quella e poi capitano ste cose gravissime....auguri ibridi! ....ahahah!
Ritratto di AndyCapitan
16 luglio 2020 - 00:49
.....sicuramente un grave problema di elettronica!!!!.....si affidano sempre di piu' a quella e poi questi sono i gravi risultati!...ma....auguri ibridi italiani!...ahahah
Ritratto di v8sound
13 luglio 2020 - 23:15
Concordo con te, riguardo la manutenzione di entrambe le propulsioni nelle plug-in, bisogna anche tener conto che il motore endotermico tipicamente lavora forse il 10% rispetto ad un'auto tradizionale.
Ritratto di Check_mate
14 luglio 2020 - 08:04
Verissimo anche questo :))
Ritratto di Vittorio Popoli
14 luglio 2020 - 09:59
Infatti ho letto da qualche parte che la meccanica è più complicata ma 1) il motore elettrico dovrebbe essere longevo e 2) il termico lavora di meno e meno intensamente e inoltre si risparmiano i freni
Ritratto di Jumputer
14 luglio 2020 - 12:13
Più complicato cosa? Su Toyota: Non c'è turbo, intercooler, cinghie servizi, FAP, Adblue e catalizzatore. Il cambio non ha frizioni ed è solo "ingranaggi" non si rompe mai.Il condizionatore è elettrico come il servofreno. Il motore pur essendo 1.8 ha 4 lt di olio perchè è "poco" sfruttato...la parte elettrica non ha bisogno di nessun tipo di manuetenzione (no tagliandi "elettrici" x capirci) e ... se hai dubbi 10 anni di garanzia...
Ritratto di AndyCapitan
16 luglio 2020 - 00:52
10%?????....magari....il motore endotermico lavora molto di piu'.....forse nella opel ampera che era E-REV elettrica ad autonomia estesa lavorava poco l'endotermico....di base c'era il voltec che tirava le ruote.....non capisco perche' non abbia avuto successo quest'auto...era un sistema piu' logico...ma!
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