Con la crossover media Osca MT6, il gruppo DR riporta in vita il marchio italiano fondato nel 1947 dai fratelli Maserati (che nel 1914 avevano creato l'omonima casa, per cederla nel 1939). Come tutte le vetture del gruppo molisano, anche in questo caso si tratta di una vettura di origine cinese, nello specifico la Changan UNI-T, rivisitata per renderla più aggressiva nello stile e adottando componenti diversi.
Il possente frontale è definito da fari sottili e da una griglia ottagonale che richiama quella delle storiche berlinette della Osca. Il tetto spiovente disegna una silhouette quasi da coupé, enfatizzata dal lunotto molto inclinato. Anche l’abitacolo dell’Osca MT6 è impostato sportivamente: inserti in Alcantara ricoprono le porte, la plancia (che integra il cruscotto digitale e lo schermo centrale di 10,25”) e i sedili (quelli anteriori sono firmati dallo specialista Recaro, ma come optional sono disponibili anche poltrone ancora più avvolgenti).
Nonostante il tetto spiovente, l’abitabilità posteriore e l’accessibilità rimangono buone, senza sacrificare eccessivamente lo spazio per la testa dei passeggeri. La parte tecnica dell’Osca MT6 è meno sportivo di quanto l’aspetto della crossover voglia fare intendere. Sotto al cofano c’è un quattro cilindri 1.5 turbo a benzina da 179 CV, abbinato a un cambio robotizzato a doppia frizione che punta più sulla fluidità di marcia che sulla rapidità. La trazione è solo anteriore: non ci sono varianti con le quattro ruote motrici.




















































































































