Ha lo stesso stile e la stessa meccanica della Mini 3 porte, ma la Mini Cabrio è dotata di tetto in tela che si apre elettricamente in 18 secondi (anche in movimento, a patto di non superare i 30 km/h) e, una volta ripiegato, si appoggia sulla coda restando parzialmente in vista (e limitando un po' la visibilità). Il look da roadster è accentuato dal fatto che non c’è un roll-bar fisso e visibile: il sistema di protezione fuoriesce soltanto in caso di ribaltamento imminente della vettura.
L’abitacolo della Mini Cabrio è ben rifinito come quello della versione chiusa, ma i due posti dietro sono angusti (seppur meno di quelli del vecchio modello). Si può ripiegare lo schienale del divanetto posteriore per incrementare la capacità del baule, altrimenti davvero esigua, anche se il vano è più capiente di 35 litri rispetto a quello della precedente Mini Cabrio. Pratica la possibilità di sollevare la capote di una trentina di centimetri (quando è aperta) per ampliare la bocca di accesso al piccolo baule.
Nella guida questa "scoperta" è reattiva e divertente (rapido il cambio robotizzato a doppia frizione a 7 marce, di serie per tutte, e diretto lo sterzo) come la Mini a tre porte da cui deriva mentre la scelta di motori (tutto 2.0 turbo, da 163 a 231 CV) è estesa.



















































































































