Costruita sulla stessa base meccanica della Jaecoo 7, la Omoda 7 è una crossover ibrida plug-in lunga 466 cm. Le sue linee sono tese e dinamiche, con un frontale affilato in cui la griglia si integra direttamente nel paraurti. Dietro spicca il lunotto leggermente inclinato, mentre i fanali sono inseriti in una sottile fascia luminosa che attraversa l’intera larghezza della vettura. Lo schermo centrale di 15,6” è l’elemento più importante dell’abitacolo della Omoda 7: da lì si gestisce tutto, perfino la direzione dell’aria che esce dalle bocchette.
L’ambiente è ben rifinito e lo spazio per i passeggeri è ampio, anche sul divano, che offre una seduta adatta anche a tre adulti. Dal portellone (motorizzato sulla Premium) si accede al bagagliaio, che però ha una forma irregolare a causa degli ingombri dei passaruota e poco sviluppato in altezza.
Per avviare l’Omoda 7 basta sedersi al volante e premere il pedale del freno: comodo. Il motore elettrico anteriore da 204 CV si occupa quasi sempre della trazione. Il 1.5 turbo a benzina da 143 CV aziona un generatore di corrente quando la carica della batteria (di 18,4 kWh) scende al di sotto del 15%, mentre contribuisce a muovere le ruote quando è richiesta la massima potenza di 279 CV.
La Omoda 7 accelera con vivacità, ma il suo comportamento è orientato più al comfort che alla sportività: lo sterzo non è particolarmente preciso e la taratura delle sospensioni è piuttosto morbida, non riuscendo però a filtrare al meglio le buche profonde, in particolare con i cerchi di 20”. Bene invece l’isolamento dai rumori esterni, soprattutto il sistema di riduzione attiva del rumore di serie nella versione più ricca.


































































































































