L’Alpine A390 è una crossover elettrica di dimensioni medio-grandi e con linea da coupé. Il suo stile richiama vagamente quello dell’iconica A110, con un frontale caratterizzato da luci sottili e da una serie di triangoli illuminati. Lo stesso tema viene ripreso anche nel posteriore, dove incornicia il logo retroilluminato, mentre il tetto ad arco si conclude con un lunotto quasi orizzontale.
Nonostante l’aspetto da sportiva, lo spazio nell’Alpine A390 non manca, sia per i passeggeri (compresi quelli posteriori) sia per i bagagli (il vano ha una capienza di 532 litri e un ampio doppiofondo). Le finiture sono di buon livello, con materiali gradevoli al tatto; alcuni elementi, però, sono ripresi da meno costosi modelli della Renault (di cui Alpine è il marchio sportivo). Parliamo per esempio del cruscotto digitale di 12,3” e dello schermo a sviluppo verticale di 12”, che sono gli stessi della Mégane e della Scenic. Il sistema mulitmediale è comuqnue molto valido e non mancano pulsanti fisici per le funzioni più importanti, che aiutano a non distrarsi troppo dalla guida.
Con 401 o 469 CV, l’Alpine A390 garantisce ottime doti di sprint, ben assecondate da uno sterzo diretto e preciso e da un buon bilanciamento in curva (la distribuzione dei pesi prevede che il 49% gravi sulle ruote anteriori), che rende l’auto sempre prevedibile nelle reazioni. Buono anche il comfort, grazie a sospensioni efficaci nel filtrare le buche. Entrambe le varianti dispongono della trazione integrale, garantita da tre motori: due posteriori (uno per ogni ruota) e uno anteriore. La batteria di 89 kWh costruita in Francia promette un’autonomia fino a oltre 550 km, ma non è un fulmine nella ricarica, accettando sulla GT “solo” 150 kW, mentre la GTS arriva a 190 kW: tra le rivali, c’è chi fa meglio.




























































































































