L'amministratore delegato del gruppo Fiat nel 2010 ha percepito il 27,4% in meno rispetto al 2009. Più del doppio ha guadagnato Luca Cordero di Montezemolo come presidente della Ferrari.
L'azienda russa si allea con la Ford per produrre in loco vetture e dei veicoli commerciali. Un anno fa aveva firmato una lettera d'intenti con la Fiat per produrre le Jeep.
Oltre alla produzione De Tomaso e di un'elettrica dell'indiana Reva, le aree dello stabilimento siciliano dovrebbero essere condivise con cinema e tv, fiori ed energia solare. Difficilmente verrà accolta la proposta avanzata, a tempo scaduto, dalla Dr Motor.
Per il 2011 il gruppo francese prevede di crescere ulteriormente e di sbarcare anche in India con una berlina di medie dimensioni con il marchio Peugeot.
Parziale marcia indietro dei vertici della Fiat, dopo l’ipotesi, ventilata di recente dall’amministratore delegato, di spostare negli Stati Uniti la sede legale della società generata dalla fusione con la Chrysler: “Nulla è stato deciso”. Ma la polemica monta.
Sergio Marchionne dice che la fusione “è una delle alternative” e che il gruppo potrebbe avere sede negli Usa. Ma prima è necessario che si realizzino alcune condizioni.
Nel 2014 debutteranno le nuove Laguna e Espace, che dovrebbero cambiare radicalmente. In Francia si punterà alla produzione delle auto elettriche: dal 2015 sarà l'80% della produzione globale.
Ora è ufficiale: la DR Motor ha inviato una “manifestazione di interesse” al ministero dello Sviluppo Economico. Vuole rilevare la ex fabbrica Fiat per produrre quattro modelli. Obiettivo: 60.000 auto l’anno.
La joint venture si concentrerà sullo sviluppo e produzione di componenti ibridi, un settore in rapida espansione. Base comune la ricerca e lo sviluppo, la produzione e l’acquisto di componenti. Dovrebbero essere significativi i risparmi per entrambe le società.
Nel primo mese del 2011 i "big" registrano immatricolazioni in calo: si va dal -43,0% della Renault al -9,6% della Volkswagen. Bene l'Alfa Romeo, +28,8%, grazie alla Giulietta: ne sono state immatricolate ben 4.050 su un totale di 5.109 auto.
Il gruppo americano ha chiuso il 2010 con una perdita netta di 652 milioni di dollari, ma Sergio Marchionne vuole premiare i lavoratori “per lo sforzo fatto”.
Parola di Sergio Marchionne, che ha presentato i conti del gruppo americano. La Chrysler resta ancora in passivo, ma per il 2011 le stime sono al rialzo. Nel 2010 la Chrysler ha venduto 1,6 milioni di auto recuperando quote di mercato negli Usa.
Circa 190 milioni di utile nell’ultimo trimestre del 2010 contro gli 886 del 2009 a causa della stagnazione nel Vecchio Continente. La casa statunitense non ha però di che lamentarsi: considerando l’intero anno, i suoi profitti sono più che raddoppiati.
Il gruppo Nissan-Renault, con 7,28 milioni veicoli venduti, si è piazzato alle spalle di Toyota e GM ma ha superato la Volkswagen. Solo al settimo posto la Fiat-Chrysler che per il 2011 stima di vendere 4,5 milioni di veicoli.
Dopo il si al referendum di Mirafiori, è stato confermato l’investimento nell’impianto torinese che produrrà 280.000 nuove suv Jeep e Alfa Romeo per l’Europa e gli Stati Uniti.
Finiti gli incentivi statali, il tasso di crescita delle immatricolazioni di veicoli nella Repubblica Popolare dovrebbe rallentare. Per questo, i colossi locali dell’automobile cominciano a guardare all’estero.
La Fiat ha chiuso il 2010 con una liquidità di 15,9 miliardi di euro. L'innalzamento al 35% della quota in Chrysler è previsto per quest'anno, il restante 16% potrebbe essere acquisito con un investimento compreso tra i 660 milioni e l'1,2 miliardi di euro.
Il gruppo torinese ha chiuso con ricavi per 56,3 miliardi di euro e un utile di 2,2 miliardi, il doppio del 2009. L'indebitamento si è dimezzato a 2,4 miliardi. Tra i marchi sono andati forte Maserati e Ferrari.