Il numero uno del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn ha dichiarato che il pieno e totale passaggio della Porsche alla VW è previsto per il 2014. I tempi dell’operazione dettati dalla volontà di compiere l’operazione nella maniera meno onerosa.
Sono in corso le trattative che dovrebbero portare lo stabilimento NedCar di Born, in Olanda, a produrre le Mini. La BMW, a cui fa capo la Mini, non è interessata ad acquistare la fabbrica, ma potrebbe chiedere che produca la Mini per conto suo.
La BMW intende proporre vetture ibride. Per farlo ha scelto di servirsi dei collaudati sistemi della Toyota. La nuova collaborazione sarà annunciata nei prossimi giorni e comprenderà anche la fornitura di fuel cell, sempre da parte della Toyota alla BMW.
Il presidente della Volvo ha accennato alla necessità di dar vita a una collaborazione con una casa che disponga di capacità produttive in nordamerica: “se sentite Marchionne, ditegli di chiamarmi…”.
Il presidente della Opel fa parziale marcia indietro sulla strategia seguita negli ultimissimi anni: una parte della tradizionale clientela, non ha seguito la marca in una fascia più alta del mercato.
Il top manager, alla guida del gruppo franco-nipponico da 13 anni, avrebbe espresso l'intenzione di ritirarsi nel 2017. L'ufficialità potrebbe arrivare già la settimana prossima.
La BMW non avrebbe gradito la nascita dell’alleanza tra GM e il gruppo PSA, con la quale aveva creato una società per lo sviluppo della tecnologia ibrida.
Stop forzato per lo stabilimento a causa del terremoto che ha colpito un fornitore. Inoltre il tribunale di Roma ha condannato la Fiat ad riassumere 145 operai iscritti alla Fiom.
A causa dell’andamento del mercato e del contemporaneo forte valore dello yen, la Toyota è stata costretta a ridurre la propria capacità produttiva in Giappone. Il taglio deciso è del 10%.
La casa Coreana ha aumentato la cadenza produttiva del suo stabilimento nella Repubblica Ceca. A fine anno la produzione sarà di 300 mila unità, che si sommano a quelle uscite dagli impianti in Turchia.
La Opel e i sindacati hanno raggiunto un accordo secondo cui lo stabilimento produttivo di Bochum resterà in funzione sino al 2016, garantendo il lavoro ai 3.200 dipendenti. Dopo si chiude, a meno che...
Il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha detto basta ai continui rinvii chiesti dalla DR Motor per la presentazione delle necessarie garanzie finanziarie necessarie che le consentissero di rilevare lo stabilimento dimesso dalla Fiat. Si apre così una fase di grandissima incertezza.
La società Nevs, svedese ma di proprietà sino-giapponese, ha rilevato dal curatore fallimentare la storica casa scandinava. La nuova Saab si dedicherà alle auto elettriche.
Il gruppo statunitense sta rivendendo il proprio piano industriale quinquennale: le novità saranno rese note a metà luglio. Malgrado le difficoltà nel Vecchio Continente, tuttavia, la casa di Dearborn continua a macinare utili a livello mondiale, così come tutti i maggiori costruttori.
Parola di Sergio Marchionne: senza la moneta unica si ridurrebbe di colpo di 2-3 milioni di vetture l'anno, scendendo a meno di 10 milioni. Secondo il top manager, in Europa resta sempre il problema della sovraccapacità produttiva.
La direzione della divisione italiana del costruttore francese si sposta nella periferia a nord di Milano presso la sede della Peugeot Italia. Nella storica sede, dove dal 1924 al 1935 venivano costruite anche delle vetture, resta la filiale commerciale.
Oltre ai terribili danni inferti al settore dell'auto, ora la crisi indotta dall’aumento della tassazione diretta e indiretta sulle quattro ruote si è trasformata in una riduzione delle entrate nelle casse dello Stato. Un incredibile autogol.
Per l’ex stabilimento siciliano della Fiat i problemi non finiscono mai. La DR Motor, che dovrebbe rilanciarlo, ha chiesto altri quindici giorni di tempo per trovare un partner finanziario.
Secondo le indiscrezioni, la Zheijang Youngman Lotus Automobile sarebbe intenzionata ad acquistare il costruttore svedese. Un'operazione fallita in passato, per il veto posto dalla General Motors.
La Ford lancia il programma Jump Start il cui scopo di far rinascere la depressa area di Detroit facilitando la nascita di nuove e innovative aziende che operano nel campo dell'automobile.