Il rincaro dei carburanti dovuto alle tensioni in Medio Oriente ha di fatto completamente annullato gli effetti della riduzione delle tasse sul gasolio, riportandolo sopra i 2,1 euro al litro.
Confermata la riduzione di 25 centesimi su benzina e diesel sarà valida fino al 1° maggio 2026, in attesa di vedere come si evolve la crisi in Medio Oriente.
Tra le proposte concrete per scongiurare difficoltà nell’approvvigionamento energetico c’è anche il consiglio di abbassare la velocità autostradale consentita a 120 km/h.
Rappresentano casi isolati, dovuti soprattutto a tariffe particolarmente convenienti. Ma i prezzi continuano a salire, nonostante il taglio delle accise.
Riduzione dei prezzi alla pompa dopo il taglio delle accise, ma il risparmio è inferiore alle attese. Le associazioni dei consumatori chiedono controlli e segnalano forti differenze tra le regioni.
Si sta diffondendo in diversi Paesi europei e si riferisce solo ad alcune categorie di veicoli: sapere il suo significato consente di evitare multe salate.
Il governo intende sfruttare i sistemi automatici di rilevazione delle targhe per scoprire in modo più capillare chi non è in regola con l’Rca e sanzionarlo in modo automatico.
Diversi governi europei valutano interventi fiscali per frenare i rincari, tuttavia il taglio delle accise potrebbe incidere poco sui pieni degli automobilisti e molto sui conti pubblici.
Uno studio di Autotrader sul “commuting” in 15 Paesi mostra che i pendolari italiani trascorrono al volante più tempo della media globale, soprattutto a causa della congestione del traffico.
Con il Brent sopra gli 85 dollari al barile i prezzi alla pompa continuano a salire: il gasolio sfiora quota 1,9 euro e il governo valuta nuove contromosse, mentre si indaga su possibili speculazioni.