È quanto ha detto ieri Sergio Marchionne, sottolineando che l'integrazione tra il gruppo americano e la Fiat sta procendendo a gonfie vele. Però è presto per gioire: in Europa si uscirà dalla crisi solo nel 2011.
Con il ricavato della cessione della Volvo, la Ford rimborserà tre miliardi di dollari di debiti. Ma la strada è ancora lunga: la Casa americana deve ai creditori circa 32 milardi di "biglietti verdi", parte dei quali sono serviti a sopravvivere durante la crisi.
Secondo un sito cinese, che riporta le parole di una fonte interna alla BYD, la Casa automobilistica cinese starebbe pensando di acquisire la Maybach, il marchio di lusso della Mercedes che attualmente non sta dando i risultati sperati.
Dopo mesi di trattative ieri è stata firmata a Goteborg la cessione per 1,8 milardi di dollari. La Volvo è la prima Casa occidentale a finire in mani cinesi.
L'amministratore delegato in occasione dell'assemblea degli azionisti ha risposto alle tante critiche che si sono levate in questi giorni ai danni della Fiat.
Tra il 2010 e il 2014 il nuovo piano della Fiat dovrebbe prevede tagli a Cassino, Pomigliano d'Arco e Mirafiori. Crescerà la produzione in Italia: dagli attuali 600.000 modelli si passerà a circa 900.000.
Negli Usa il Costruttore delle Mercedes è stato accusato di dare denaro e regali in cambio dell'aggiudicazione di contratti molto importanti e pagherà 185 milioni di dollari per “chiudere” il caso in via transattiva.
Le vendite delle auto ceche sono cresciute e per il 2010 ci si aspetta un nuovo record. Ma i guadagni rispetto l'anno precedente sono precipitati. Confermato un modello “low cost”.
Una ricerca negli Usa rivela che la fedeltà alla marca, da parte dei clienti Hyundai, è superiore a quella della Toyota e della Honda arrivando alla prima posizione del mercato.
Nonostante il contributo negativo dell'Italia e della Germania, con i loro mercati in crisi, il settore dell'auto in Europa continua a crescere merito degli incentivi varati dai singoli governi.
L'unico ostacolo all'alleaza, che verterebbe principalmente sulle vetture di piccola taglia e i veicoli commerciali, potrebbero essere i problemi finanziari della Renault. La Mercedes non vorrebbe tornare ad avere le grane che ebbe con la Chrysler.
Dal 2018 il Gruppo tedesco punta a vendere 10 milioni di auto l'anno. Intanto, con 911 milioni di utile netto, è tra i pochi a poter chiudere con i conti del 2009 “in nero”.
Martin Winterkorn, presidente del gruppo Volkswagen, ha ribadito l'apertura verso marchi “interessanti”, lanciato una sfida: la Volkswagen entro il 2018 sarà il maggiore produttore di auto elettriche.
Agip, Shell, Q8 e Tamoil hanno deciso di ritoccare verso l’alto il prezzo alla pompa a soli sette giorni dall’ultimo rincaro. Le altre compagnie potrebbero seguire a breve.
I francesi vogliono diventare il settimo produttore di auto al mondo, un riferimento per lo stile e “leader” in servizi per la mobilità entro il 2015. Queste sono le sfide che attenderanno Vincent Rambaud, il nuovo direttore generale della Casa francese.
Le due Case hanno deciso che non ci sarà nessuna fusione. Continuerà, però, l'allenza di carattere tecnico che ha già dato vita a una Suv e a un modello elettrico.
In occasione della sua visita al Salone elvetico, Sergio Marchionne ha commentato tutti i più recenti avvenimenti del settore, ipotizzando anche uno scorporo della divisione auto della Fiat dal resto del Gruppo industriale italiano.