Il numero uno del gruppo Fiat, durante la cerimonia per il conferimento di un master honoris al governatore della Banca d'Italia ha definito inammissibile il comportamento degli operai e dei sindacati sul futuro dello stabilimento nei pressi di Napoli.
Secondo la società americana J.D. Power, che si occupa di ricerche statistiche, la Porsche è quella che, nell'arco dei primi 90 giorni dall'acquisto, offre auto con minori difetti. Bene la Mercedes, terza, e la Ford, quinta.
Il costruttore tedesco, di proprietà della General Motors, rinuncia agli 1,8 miliardi di euro di aiuto chiesti ai governi europei. Ma per la ristrutturazione dell'azienda servono 3,3 miliardi di euro e si prevedono 8.300 licenziamenti.
Si aggrava il calo delle vendite che passa dal -6,9% di aprile al -8,7% del mese scorso. Reggono solo Inghilterra e Spagna. In caduta le vendite della Fiat: -7,6% da inizio anno.
Per il rilancio dello stabilimento campano, il piano presentato da Sergio Marchionne continua a incontrare il no della Fiom. La quale si dice pronta a siglarlo se la Fiat rivede i punti su diritto allo sciopero e malattia.
La Fiom non firma l’accordo per il rilancio di Pomigliano. La proposta della Fiat, che prevede il trasferimento della produzione della nuova Panda nella fabbrica campana, è stata accettata dalle altre organizzazioni sindacali: Fim-Cisl, Uilm, Ugl e Fismic.
Berlino non erogherà il prestito da 1,1 miliardi di euro chiesto dalla GM per salvare la Opel. Secondo il ministro tedesco dell'Economia, la GM avrebbe la liquidità necessaria per finanziare autonomamente il rilancio.
Il presidente della Ferrari, Montezemolo, ha di fatto confermato che vedremo un motore a sei cilindri sulle auto di Maranello: lo scopo è quello di ridurre consumi ed emissioni.
Il richiamo di 575.000 esemplari di Dodge, Jeep e Chrysler riguarda anche il nostro paese per il quale, però, non sono ancora stati comunicati i dettagli.
Oggi è previsto l’atteso incontro con i sindacati per discutere del futuro dello stabilimento campano; intanto, Giovanni Perosino (Brand Communication Director) e Vincenzo Giannelli (Chief Financial Officer) hanno rassegnato le dimissioni dall’azienda torinese. Il primo andrà in Volkswagen, mentre il secondo verrà sostituto da un manager svizzero.
La Renault ha formalizzato l'interesse a rilevare la Ssangyong. L'operazione servirà alla Nissan (alleata della casa francese) per avere una base produttiva in Corea del Sud.
Il gruppo tedesco ha fatto sapere che in questo momento ha altre priorità e che non intende riaprire le trattative con la casa malese. Intanto la Proton conferma di essere alla ricerca di un nuovo partner strategico.
Nella speranza di costruire prodotti migliori di quelli assemblati in Germania, i vertici dello stabilimento americano della Volkswagen hanno aperto un centro fitness direttamente in fabbrica per allenare i dipendenti.
Lo afferma uno studio della Findomestic secondo cui una buona parte degli automobilisti sarebbe disposto a comprare una vettura a basso prezzo, anche proveniente dalla Cina o dall'India. Inoltre, la metà degli intervistati farebbe a meno del navigatore satellitare e del telefono vivavoce.
L’incontro di oggi fra la casa torinese e la Fiom non ha sciolto i dubbi sul futuro dello stabilimento campano. Le posizioni sono ancora distanti su alcuni punti e si confida nell’incontro di martedì prossimo con tutte le sigle sindacali.
Peter Arnell, guru dell’immagine di marca, è entrato nel consiglio d’amministrazione della De Tomaso: gestirà il marketing e il design. La prima auto verrà presentata a Ginevra nel 2011, con l’obiettivo di arrivare a produrre 8000 vetture l’anno, ripartite fra tre modelli.
È appena iniziato il faccia a faccia fra la Fiat e la Fiom. Se non verranno accettare le richieste di Marchionne, la produzione della prossima Panda non avverrà in Italia ma all’estero. In ballo ci sono 5000 posti di lavoro e un investimento da 700 milioni di euro.
Esaurite le consegne di auto acquistate grazie alle agevolazioni statali, il mercato brasiliano fa segnare una flessione del 10%. Eppure, secondo molte case saranno proprio i paesi emergenti a salvare le vendite a livello mondiale.
In Germania -34% e nel Regno Unito -25%: dove manca il doping degli incentivi, le vendite ristagnano. E anche a chi li ha ancora, non sempre va bene (Francia -11,5%). Isola felice la Spagna (+44,6%) ma, all’orizzonte, si profila lo spettro della sovrapproduzione.