Le sorti dello stabilimento le decideranno i lavoratori con un referendum il 2 e 3 maggio. La Fiat si è detta pronta a spostare la produzione della nuova Maserati altrove, se non verrà accettato il progetto Fabbrica Italia.
Entro il 2013 il gruppo francese potrebbe cambiare nome e includere, oltre a Citroën e Peugeot, un terzo marchio forse per una linea di modelli low-cost.
Il governo svedese ha sbloccato la vendita di alcuni immobili della casa all’affarista russo Vladimir Antonov. In questo modo, il costruttore sarà in grado di pagare gli arretrati ai fornitori e riavviare la produzione.
Il gruppo torinese potrebbe acquisire un ulteriore 16% della casa americana rimborsando i prestiti governativi di Usa e Canada utilizzando un nuovo prestito e i 16 miliardi di liquidità dichiarati nel bilancio 2010.
Negli Stati Uniti le tasse sono molto più basse che in Italia. E l’amministratore delegato della Fiat-Chrysler non ha mai nascosto l’intenzione di collocare il quartiere generale del gruppo dove più conviene.
La casa francese ha accettato le dimissioni del suo numero due. Secondo le indiscrezioni è un atto dovuto per salvare la poltrona di Ghosn del quale, a partire dal 1999, è stato praticamente sempre il braccio destro.
Raggiunto il secondo obiettivo concordato con il governo Usa che permette "automaticamente" alla Fiat di ottenere il 30% delle azioni della casa americana.
L'amministratore delegato del gruppo torinese ha confermato il ritorno dell'Alfa negli Usa nel 2012, la “bocciatura” della Giulia e la possibilità di poter acquisire il 51% della Chrysler entro l'estate.
Il piccolo costruttore olandese ha confermato che potrebbe cedere degli immobili della Saab a un istituto finanziario. Tra le indiscrezioni si fa il nome di una banca controllata da Vladimir Antonov, il magnate russo già azionista di maggioranza della Spyker in passato.
Le due case collaborano alla creazione di un sistema che consentirà di sfruttare i servizi internet forniti dal gigante dell'informatica americano. Dovrebbe debuttare il prossimo anno sulle Toyota ibride.
L'amministratore delegato ha confermato che entro due mesi la quota di Fiat in Chrysler salirà al 30%. Ma ammette che in Fiat si è persa quello spirito che l'ha fatta rinascere sette anni fa e che oggi si ritrova ancora nella Chrysler.
La casa svedese ha problemi di liquidità e non può saldare le fatture pendenti con i fornitori. La produzione è stata interrotta fino a data da destinarsi.
Sergio Marchionne vuole incrementare la quota della Fiat in Chrysler dall’attuale 25% al 30%. L’operazione potrebbe essere portata a termine in poche settimane.
Nel 2010 ha fatturato di 4.663 milioni di euro (+14%) e ha ridotto le perdite del 44,4%, passate da -187 a -104 milioni di euro. Nel 2010 ha venduto circa 340.000 auto e nel 2012 sbarcherà in Cina.
Secondo i vertici della casa coreana creare una famiglia di modelli più lussuosi da vendere con un marchio specifico sarebbe troppo costoso e non necessariamente vantaggioso per l'immagine della casa.
Parola di Marchionne, secondo il quale nel 2011 ci sarà una ripresa, ma non in Europa. Ed entro tre anni il gruppo Fiat dovrebbe raddoppiare il fatturato, grazie ai nuovi modelli.