È appena partito il viaggio a emissioni zero promosso da Fiera Bolzano: otto auto elettriche e un’ibrida in tour nel Nord Est Italia, per valorizzare l’impegno di dieci comuni virtuosi sul fronte della politica energetica alternativa.
Ad agosto le immatricolazioni di nuove vetture sono aumentate del 7,5% negli Stati Uniti, del 18,3% in Germania, del 5,9% in Spagna e del 3,2% in Francia. In Giappone si fanno invece ancora sentire gli effetti dello tsunami: -25,5%.
Secondo indiscrezioni, sarebbe questa l’ipotesi a cui starebbero pensando i vertici del Lingotto per contrastare gli effetti del cambio sfavorevole tra euro e dollaro. Allo stabilimento torinese resterebbe la produzione di una nuova, imprecisata, city car.
Il pessimo andamento nel Vecchio Continente “affonda” Andrea Formica, che lascia l’incarico di responsabile vendite per l’Europa. Al suo posto, potrebbe arrivare Lorenzo Sistino, nel gruppo dal 1987.
A colloquio con il ministro del Lavoro, l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, annuncia la volontà di procedere con il piano per il rilancio dello stabilimento di Grugliasco, dove saranno prodotte le Maserati.
Rispetto allo stesso periodo del 2010, si sono “bruciate” 405.000 tonnellate in meno di prodotti petroliferi. Colpa del caro carburante, ma soprattutto della crisi economica.
Il presidente della Fiat avverte il governo: “Noi continueremo a costruire macchine, ma bisogna vedere se ci sono le condizioni per investire nel nostro paese”. Dal canto suo, l’amministratore delegato Sergio Marchionne mantiene la barra a dritta: “Gli obiettivi del gruppo restano invariati”.
Dopo il crollo di ieri, i titoli del Lingotto continuano a perdere in Borsa. Colpa delle incertezze su mercati di primaria importanza per la casa, come India e Brasile. Deludenti, negli Stati Uniti, le vendite della 500.
Durante un'intervista, il presidente del Cavallino Rampante ha escluso futuri modelli elettrici: si punterà tutto sull'ibrido. Una scelta ben diversa da Porsche e Mercedes.
Iniziati i lavori del nuovo sito produttivo che avrà una capacità di 250.000 auto l'anno. Sarà operativo entro il 2014 e darà lavoro a più di 3.500 persone.
Nel primo semestre del 2011, il colosso americano ha venduto 4,5 milioni di auto contro i “soli” 3,7 della costruttore giapponese. Al secondo posto la Volkswagen.
La dichiarazione, rilasciata durante una conferenza negli Usa, era riferita alla Chrysler. Ma il manager ha parlato anche di Cina, di integrazione Fiat-Chrysler e della competitività dell'Europa.
È il primo passo verso la fusione con Chrysler. Il neonato Group Executive Council, attraverso la suddiivisione in quattro grandi aree geografiche e una riorganizzazione delle mansioni, guiderà le attività del gruppo italiano e americano.
Nel secondo trimestre del 2011, la divisione auto ha registrato ricavi per 776 milioni di euro e 22,4 miliardi di utile della gestione ordinaria. Risultati possibili grazie alle forti vendite in Brasile, al successo in Europa della Giulietta e dei veicoli commerciali. Bene Maserati e Ferrari.
L’auto che ha motorizzato l’Unione Sovietica è la Fiat 124, che nel paese euroasiatico si chiama Lada Zhiguli. Prodotta nella città di Togliatti vicino al fiume Volga, dopo 41 anni e quasi 17 milioni di unità prodotte, esce di produzione.
Nove lavoratori della Chrysler sono stati sospesi per uso di alcol e stupefacenti sul luogo di lavoro: rischiano il licenziamento. Non è la prima volta che accade un fatto del genere.
La casa nipponica intende incrementare le proprie attività nella regione colpita dallo tsunami: diventerà il suo terzo polo industriale nel paese grazie a un investimento di due miliardi di yen.
Nel concorso di design indetto dalla casa di Maranello ha trionfato l’Università Mongik di Seoul che ha conquistato il primo premio con il modello Eternità.