La Casa coreana ha avviato la produzione della Sorento negli Usa. Avrà una capacità produttiva di 300.000 auto l'anno e dalle sue linee uscira anche un nuovo cambio automatico a sei rapporti.
Con l'abbattimento dei dazi doganali, la Fiat esporterà alcune sue vetture in Corea del Sud. L'operazione è molto ambiziosa: riuscirà la Fiat nella "tana del lupo" Hyundai-Kia?
Il Gruppo americano nel terzo trimestre ha ridotto i debiti complessivi da 94,7 miliardi di dollari a 17. Ha una liquidità pari a 42,6 miliardi e dal prossimo mese inizierà a restituire i prestiti statali. Ma sono tutte “rose e fiori”?
Emergono nuovi dettagli che farebbero tornare la Toyota al primo posto tra i Costruttori mondiali, dopo che recenti calcoli avevano incoronato la Volkswagen.
Emergono le prime ipotesi sul piano che Sergio Marchionne presenterà ai sindacati. L'obiettivo sarebbe un aumento del 40% della produzione, attraverso una nuova gestione dei cinque stabilimenti italiani.
Dopo la decisione da parte della General Motors di non vendere più la Opel, il Gruppo di Detroit ha iniziato a restituire i soldi che Berlino e Washington le avevano prestato.
È ufficiale: l'imprenditore Gian Mario Rossignolo ha acquisito lo storico marchio di vetture sportive e di lusso, in disarmo da anni. La produzione avrà luogo nell'ex fabbrica Pininfarina di Grugliasco, alle porte di Torino.
La cinese Saic è stata accusata dalla SsangYong di averle rubato il progetto del sistema ibrido per il quale quest'ultima ha ottenuto il supporto finanziario del governo coreano.
Nonostante il periodo di crisi, la Kia aumenta la produzione del 30% rispetto all'anno scorso. E ora il gruppo Hyundai-Kia è uno dei primi quattro al mondo.
Il gruppo Nissan-Renault, insieme alla Bajaj Auto, nel 2012 produrrà una low-cost da vendere in India. Nel mirino c'è la Tata Nano. Potrebbe arrivare anche in Europa.
Utili dal 2011 e risparmi per 2,9 miliardi di dollari entro il 2014. I primi modelli “by Fiat” arriveranno nel 2012. Ma il rilancio del gruppo Chrysler è già iniziato.
Il futuro del Gruppo americano partirà da un rinnovamento interno: cambierà il processo di progettazione e produzione delle nuove vetture che dovranno essere molto più affidabili e meno costose da riparare.
In poco più di quattro anni il Gruppo di Auburn Hills "sfornerà" 21 nuovi modelli. C'è anche un nuovo logo Chrysler che dovrebbe simboleggiare la rinascita dell'azienda.
Il colosso americano ha deciso che non venderà più la Opel alla cordata Magna-Sberbank. Piuttosto, investirà miliardi di euro per risollevare la malandata Casa tedesca.
Chrysler già in utile dal 2011 e un totale di 5,6 milioni di auto per il gruppo Fiat-Chrysler entro il 2014: queste sono le sfide che Sergio Marchionne dovrebbe annunciare domani insieme al resto del piano industriale.