Il ceo della Mercedes e presidente dell’Acea è preoccupato per il futuro dell’industria automobilistica e chiede all’Europa di confrontarsi con la realtà prima di prendere decisioni.
L’azienda molisana ha acquisito un impianto nel Lazio: qui vuole produrre auto dall’inizio alla fine, non limitandosi alle leggere modifiche di vetture provenienti dalla Cina.
La casa cinese arriva in Italia con quattro modelli, a benzina ibridi ed elettrici, tutti caratterizzati da un ottimo equipaggiamento e prezzi interessanti.
I dazi, la concorrenza cinese, le normative comunitarie e non solo stanno mettendo in difficoltà l’industria automobilistica europea, che deve fare i conti con un anno ben al di sotto delle aspettative.
Una raffica di avvicendamenti ha sconvolto in pochi mesi i vertici di alcuni dei principali costruttori, da Stellantis a JLR, passando per Volvo e Renault. Cosa sta succedendo?
La Exor ha trovato l’accordo per vendere alla Leonardo il ramo dei veicoli militari e alla Tata quello dei mezzi civili, per un’operazione complessiva da 5,5 miliardi.
Sarà François Provost a guidare il gruppo francese per i prossimi quattro anni. Da 23 anni nel gruppo, il nuovo amministratore delegato ha fatto esperienza in Europa e nel mondo.
I conti sono andati in rosso, ma il Gruppo esprime fiducia e punta a migliorare le performance con nuovi prodotti. Il ceo Filosa è convinto: “Risolveremo ciò che non funziona”.
Vediamo perché un costruttore come la Porsche, che per decenni ha generato lucrosi utili, ora vede vendite e ricavi in calo e ha annunciato esuberi tra i suoi dipendenti.
Il calo delle vendite e gli sconti fanno scendere gli utili dell’azienda di Musk, che annuncia una versione più accessibile della Model Y e punta sulla guida autonoma per risollevare il fatturato futuro.
Il gruppo inglese posticipa i debutti dei due nuovi modelli a zero emissioni, previsti inizialmente per i prossimi mesi, per allineare il lancio con un aumento della domanda da parte del mercato.
I dati preliminari diffusi dall’azienda tracciano un primo semestre 2025 difficile in cui hanno pesato i dazi statunitensi e i cali delle consegne, soprattutto in Nord America e in Europa.
Il gruppo ha annunciato un investimento miliardario per l’impianto di Kenitra, che arriverà a produrre oltre mezzo milione di veicoli all’anno. E la politica italiana non ci sta.
Il gruppo ha annunciato l’intenzione di sospendere tutte le attività di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile. Non ci sarebbero, secondo l’azienda, prospettive di sostenibilità a medio termine.
Un’inchiesta mostra che grandi aziende automobilistiche come Chery e Byd hanno ricevuto sussidi statali senza averne diritto. E spunta anche il mercato grigio dei chilometri zero.
La casa tedesca ha deciso di prolungare la produzione della hatchback fino al 2028, due anni in più rispetto a quanto previsto, vista l’alta domanda da parte dei clienti.