Il marchio cinese appartenente al gruppo Chery mostra al Salone di Torino per la prima volta la sua ammiraglia L8, suv di quasi 4,7 metri con motore ibrido plug-in.
La grande suv elettrica è ordinabile a partire da 69.900 euro, con una dotazione di serie completa, un’autonomia dichiarata nell’ordine dei 600 km e 7 posti su tutte le versioni.
Debutta un nuovo marchio del gruppo DR: si chiama Stilnovo e prevede due modelli. Presente anche la prima vettura full hybrid mai commercializzata dall’azienda.
Il sei cilindri in linea delle varianti d’ingresso della gamma M ottengono un aumento di potenza di 18 CV. Arrivano inoltre nuove opzioni stilistiche e funzionalità “smart” per le elettriche nell’app.
Il sistema di chiamata automatica che attiva i soccorsi in caso di incidente abbandonerà le vecchie reti mobili per le più veloci reti 4G: dal 2027 l’aggiornamento sarà su tutte le auto nuove.
Abbiamo guidato la Dongfeng Mage. Da poco arrivata in Italia, è una suv da famiglia spaziosa, comoda e ben equipaggiata. Tra le curve va un po’ in affanno, ma il 1.5 turbo a benzina da 204 CV è vivace.
Differentemente da quanto annunciato, la casa tedesca realizzerà una nuova generazione della Classe A, che sarà basata sulla piattaforma della recente CLA.
L’azienda cinese nota per gli aspirapolvere punta a lanciare la sua hypercar elettrica nel 2027 e, stranamente, sta valutando siti produttivi in Germania.
Dall’inizio del 2025 la cino-svedese Lynk & Co ha ridotto il peso della formula di abbonamento “tutto incluso”. Oggi punta con decisione sulla vendita tradizionale.
La casa giapponese ha modificato il suo emblema sulla scia delle ultime tendenze di design: il nuovo simbolo è piatto e bidimensionale. Lo vedremo sulle nuove auto a partire dai prossimi mesi.
La Berkshire Hathaway dell’imprenditore statunitense ha azzerato la sua quota azionaria nel colosso cinese, ponendo fine a un investimento iniziato nel 2008.
Insieme ad altri cinque impianti, lo stabilimento campano che produce la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale resterà chiuso per un breve periodo per adeguarsi al mercato debole in Europa.
Dieci anni fa emerse la manipolazione dei test sulle emissioni: un caso che ha trasformato l’industria automobilistica, ridefinito i controlli e accelerato la svolta elettrica in Europa.