La seconda generazione della Volkswagen T-Roc è una crossover che condivide sempre la base meccanica con la Golf, ma è più grande e spaziosa della serie precedente e ha un baule un po’ più capiente.
Piuttosto filante e ben proporzionata nei volumi, la Volkswagen T-Roc ha il frontale attraversato da una striscia di led che collega i fari (full led o a matrice di led, con fascio luminoso variabile in base alla presenza di altri veicoli); più in basso, la mascherina a nido d’ape a maglie larghe si estende da un’estremità all’altra del paraurti integrando alcuni dei sensori per i sistemi di assistenza alla guida. Dietro, il lunotto molto inclinato dà slancio: lungo il portellone una striscia di led collega i fanali; al centro c'è il logo della Volkswagen illuminato.
L’abitacolo della nuova Volkswagen T-Roc ha un aspetto moderno ed è abbastanza arioso. Le poltrone sono comode, i materiali sono di qualità e gli assemblaggi appaiono solidi e precisi. L’ingombrante tunnel dispone di una piastra ventilata per ricaricare in fretta gli smartphone senza farli surriscaldare, e di un ampio pozzetto che si aggiunge al vano sotto il bracciolo centrale. Sopra la plancia spuntano il cruscotto digitale di 10,3”, che è personalizzabile ma un po’ troppo soggetto a riflessi, e lo schermo a sfioramento di 12,9” dell’infotainment, dall’ottima risoluzione; qui sono raggruppati gran parte dei comandi virtuali dell’auto, compresi quelli del “clima” a tre zone (una finezza per la categoria). Ampio e ben sfruttabile il bagagliaio.
Sotto il cofano della Volkswagen T-Roc c’è un 1.5 mild hybrid a benzina con due livelli di potenza; la trazione è anteriore e il cambio a doppia frizione a sette marce. Il sistema ibrido leggero si compone di una batteria al litio da 0,6 kWh che alimenta un’unità a corrente da 20 CV collegata al motore termico tramite una cinghia. ll sistema ACT (Active Cylinder Management), invece, disattiva l’iniezione in due dei quattro cilindri quando si guida tranquilli, per consumare meno. Forte di una buona tenuta di strada, la crossover tedesca è sicura, offre un apprezzabile sprint (specie la versione più potente) e dovrebbe garantire bassi consumi. Buono il comfort, anche se in autostrada i grossi specchi retrovisori generano qualche fastidioso fruscio.












































































































































