Dopo il si al referendum di Mirafiori, è stato confermato l’investimento nell’impianto torinese che produrrà 280.000 nuove suv Jeep e Alfa Romeo per l’Europa e gli Stati Uniti.
Finiti gli incentivi statali, il tasso di crescita delle immatricolazioni di veicoli nella Repubblica Popolare dovrebbe rallentare. Per questo, i colossi locali dell’automobile cominciano a guardare all’estero.
La Fiat ha chiuso il 2010 con una liquidità di 15,9 miliardi di euro. L'innalzamento al 35% della quota in Chrysler è previsto per quest'anno, il restante 16% potrebbe essere acquisito con un investimento compreso tra i 660 milioni e l'1,2 miliardi di euro.
Il gruppo torinese ha chiuso con ricavi per 56,3 miliardi di euro e un utile di 2,2 miliardi, il doppio del 2009. L'indebitamento si è dimezzato a 2,4 miliardi. Tra i marchi sono andati forte Maserati e Ferrari.
Globalmente, nel 2010 ha venduto 30.000 unità in più della General Motors. Terzo, più staccato, è il gruppo Volkswagen con 7,14 milioni di auto, che mira al primato entro il 2018.
Lo stabilimento piemontese resterà interamente nella mani del Lingotto, senza per questo compromettere le sinergie tra la società italiana e la controllata statunitense Chrysler.
Il presidente dell’Audi ha elencato le novità che la casa di Ingolstadt introdurrà sul mercato nel prossimo biennio, tra cui nuove SUV e nuove auto ibride.
I lavoratori dello stabilimento spagnolo approvano in un referendum: in cambio la Nissan investirà 80 milioni di euro per un nuovo pick-up garantendo l'occupazione di 3.000 dipendenti per i prossimi 10 anni.
Per rilanciare le vendite in Europa, crollate del 17,4% nel 2010, la Fiat ha nominato responsabile delle vendite Thierry Dombreval. Affronterà la missione con una serie di nuovi modelli, Lancia in primis, che verranno presentati nel corso dell'anno.
Intervistato da La Repubblica, l'amministratore delegato della Fiat ha dichiarato che l'accordo di Pomigliano d'Arco e Mirafiori verrà esteso anche a Cassino e Melfi. Inoltre, ha ribadito che l'Alfa Romeo non è in vendita, la Fiat manterrà la sua identità di azienda italiana e che gli operai parteciperanno agli utili.
Raggiunti gli obiettivi di vendita con circa 40.000 auto, che da quest'anno dovrebbero salire a 100.000 unità. E in Europa il Biscione ha chiuso il 2010 con una flessione di solo l'1,4% rispetto al 2009.
La Germania è stato il paese più colpito dal calo delle immatricolazioni: -23,4%. Tra i costruttori sono andati male Ford (-13,9%) e Fiat (-19,1%). Fra le italiane si salva l'Alfa Romeo con -1,4%.
Il costruttore tedesco dovrebbe tornare in pareggio quest'anno ed essere in attivo dal 2012, grazie anche ad una gamma di modelli recentemente rinnovata. È la previsione di Dan Akerson, amministratore delegato della General Motors.
La quota è cresciuta del 5% per il raggiungimento del primo di tre obiettivi prefissati con il governo americano. Marchionne ha confermato che l'Alfa Romeo Giulia sarà la prima auto sviluppata congiuntamente con la Chrysler.
Secondo indiscrezioni di stampa, Bertrand Rochette e Matthieu Tenenbaum avrebbero affiancato Michel Balthazar nel passare alla concorrenza informazioni riservate riguardanti lo sviluppo di auto elettriche. Per conto di chi? Mistero. Ma prende corpo una “pista cinese”.
L’amministratore delegato è stato riconfermato per altri cinque anni al timone della casa tedesca. Il suo contratto sarebbe scaduto alla fine di quest’anno.