Il ceo del gruppo ha confermato il Piano Italia e ha annunciato 400 nuove assunzioni a Mirafiori, pur non chiarendo i dubbi su Cassino e Termoli. Scettici i sindacati.
Dall’inizio del 2026 Oliver Blume lascerà la guida dell’azienda a Michael Leiters, fino a pochi mesi fa ceo della McLaren. Intanto la casa tedesca potrebbe cedere le sue quote della Bugatti.
Il gruppo procede a due velocità: mentre annuncia un investimento di 13 miliardi in Nord America, nel Vecchio Continente si aspetta il nuovo piano industriale.
Insieme alla sua prima auto elettrica, la casa di Maranello annuncia gli obiettivi per il 2030, che sono accolti tiepidamente dal mercato, con una perdita del 15% a Piazza Affari.
Il gruppo avrebbe intenzione di stanziare 10 miliardi di dollari per riaprire alcuni stabilimenti e assumere nuovi operai. Intanto salgono le preoccupazioni dei sindacati in Europa.
A Woven City sono arrivati i primi inventori e il primo gruppo di residenti: insieme plasmeranno la città con nuove idee sulla mobilità (e non solo) in una logica di co-creazione.
Dall’inizio del 2025 la cino-svedese Lynk & Co ha ridotto il peso della formula di abbonamento “tutto incluso”. Oggi punta con decisione sulla vendita tradizionale.
La casa giapponese ha modificato il suo emblema sulla scia delle ultime tendenze di design: il nuovo simbolo è piatto e bidimensionale. Lo vedremo sulle nuove auto a partire dai prossimi mesi.
La Berkshire Hathaway dell’imprenditore statunitense ha azzerato la sua quota azionaria nel colosso cinese, ponendo fine a un investimento iniziato nel 2008.
Insieme ad altri cinque impianti, lo stabilimento campano che produce la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale resterà chiuso per un breve periodo per adeguarsi al mercato debole in Europa.
Dagli stabilimenti del gruppo inglese non sono più uscite vetture dall’inizio di settembre, quando un attacco hacker ha colpito i sistemi informatici dell’azienda.
Nella sua prima uscita pubblica, ceo Antonio Filosa ha delineato un futuro in ripresa per il gruppo, che punta entro la fine dell’anno a far crescere nuovamente le vendite e aumentare gli utili.
Il colosso cinese dell’auto ha scelto il capoluogo lombardo non solo per il suo quartier generale, ma anche per il centro stile europeo. Qui verranno disegnate le BYD del futuro.
La casa inglese taglierà il 40% della sua forza lavoro nel Regno Unito, in particolare nella sede di Hethel: in questo modo spera di risollevarsi dopo i duri colpi inferti dai dazi USA.
La casa cinese partner di Stellantis avrebbe scelto Saragozza per la produzione europea dei suoi veicoli elettrici: le attività potrebbero iniziare già il prossimo anno con due modelli.