Dopo aver sovrastimato la corsa all’elettrico, il gruppo rivede i piani industriali e finanziari, riduce i costi e rilancia l’offerta. Nel 2025 consegne in aumento, trainate dal Nord America.
I ceo delle due principali costruttori europei chiedono incentivi per le elettriche prodotte nell’UE, per rafforzare filiere, batterie e occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni.
Le due case starebbero valutando la possibilità di condividere in un prossimo futuro le tecnologie sviluppate in Cina e un impianto di produzione dell’ovale blu in Europa.
Oltre 34.000 auto vendute e un fatturato di 1,3 miliardi per l’azienda molisana, che può contare su 6 marchi e un’offerta molto forte in particolare sui motori a gpl.
La Porsche chiude l’anno con 279.449 vetture consegnate. A pesare sono le difficoltà nel mercato cinese e il phase-out di alcuni modelli chiave in Europa.
Nel giro di 15 anni la Xiaomi è passata da piccola start-up con il sogno di diventare la “Apple cinese” a riuscire là dove l’azienda della mela non è arrivata: produrre automobili in serie.
Per la prima volta in 88 anni di storia, la casa tedesca chiude uno stabilimento in Germania a causa delle difficoltà finanziarie che sta attraversando. L’impianto diventerà un centro di ricerca.
Secondo un’analisi l’industria automobilistica tedesca è la più colpita dai cambiamenti del settore, in particolare a causa del calo delle vendite in Cina.
Inaugurata oggi la linea da cui usciranno le nuove crossover elettriche. Dal 2013 a oggi la fabbrica inglese di Sunderland ha prodotto più di 280.000 Leaf.