La casa di Stoccarda è quella che crede ancora maggiormente nei motori a gasolio, offrendo un’ampia gamma di vetture in grado di accontentare ogni tipo di necessità.
Ecco alcuni dei comportamenti sbagliati al volante più diffusi. Da correggere come forma di rispetto, ma anche per tutelare la nostra sicurezza e quella degli altri.
La divisione sportiva della BMW ha in programma molte novità, tra auto inedite, aggiornamenti e nuove versioni. La più attesa? L’M3 elettrica con più di 1.000 CV.
Oltre 400 km/h, potenze che sfiorano i 2.000 CV e prezzi a sette cifre: dodici gioielli in tiratura limitatissima, che spingono tecnologia e prestazioni oltre ogni limite immaginabile.
Le vetture del brand cinese del gruppo Geely, che produce auto elettriche di fascia alta, sono già ordinabili. Prime consegne dalla primavera del 2026.
I top driver non sono stati teneri con le nuove monoposto e si sono espressi negativamente sullo stile di guida da adottare che non sarebbe da Formula 1.
Nel 2027 la McLaren parteciperà al WEC nella categoria hypercar con una vettura che utilizzerà il motore sviluppato in collaborazione con la cremonese Autotecnica.
Sulla nuova sportiva di Ingolstadt, al V6 a benzina si aggiunge un propulsore elettrico alimentato da una “pila” ricaricabile per raggiungere 639 CV di potenza e prestazioni da supercar.
La nuova CX-5 offre un abitacolo più spazioso e tecnologico, con un grande schermo al centro della plancia e materiali di ottima qualità, soprattutto nelle versioni più ricche.
Questo prototipo di propulsore ibrido è capace di un elevato rendimento termico e consumi molto ridotti. La produzione in serie potrebbe essere vicina.
Addio a qualsiasi parentela con i veicoli commerciali: la nuova multispazio di Stoccarda, insieme alla sorella maggiore VLS, punta sul lusso e su motori molto potenti.
Nell’elenco telematico finiscono tutti i veicoli che a due anni dall’avvio della campagna di richiamo non sono ancora stati riparati: sono previste multe salate.
La Commissione europea valuta incentivi riservati ai veicoli con almeno il 70% di componenti prodotti nell’UE. Il settore si divide tra protezionismo e timori di ritorsioni commerciali da Pechino.